• RADIO: BECAUSE LIVE… IS HOW WE LIVE!

    Quella di Las Vegas del 2018 è stata la mia 10^ partecipazione a un NAB SHOW. Non sono di certo un recordman al riguardo; Giuseppe Vaccari, presidente di AXEL TECHNOLOGY, e altri imprenditori italiani hanno ben superato la 20^. Perché… NAB SHOW? Semplice, è la fiera numero 1 del mondo per la Radio, la televisione e le relative industrie digitali complementari. E’ sempre un grande appuntamento. Tecnologie, aziende, persone e… idee! Il mio Blocco Appunti è sempre stato straricco di idee al ritorno dai NAB SHOW, così anche questa volta. Vorrei condividere la prima idea dei miei appunti 2018. Solo una frase, un gioco di parole, una grande verità. E’ apparsa su un cartello gigante all’ingresso Sud del Las Vegas Convention Centre a fianco del logo NAB SHOW 2018. E da quel momento frulla nella testa come un hit: “Because Live… Is How We Live!”.

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  • Il TEMPO TRASCORSO all’ASCOLTO della RADIO

    La prima informazione utile e la prima risposta è: 200 minuti. Sì, ben 3 ore e 20 minuti. Ogni giorno 35.464.410 persone di età superiore ai 14 anni che vivono in questo Paese (il 66,97% della popolazione relativa) ascoltano la Radio e svolgono questa attività per mediamente 200 minuti. Si tratta delle evidenze di TER 2017 che rilevano, sia chiaro, la Radio propriamente detta e non i canali musicali e i provider in streaming di ascolto musicale, che talora si spacciano per mezzi Radiofonici, e che ovviamente possono contare su tempo addizionale, quello della pura fruizione della musica da parte delle persone. Radio e Musica, due Benedizioni dal Cielo che non ipnotizzano gli individui ma che restituiscono loro benessere, libertà, conoscenza e cultura nella piena disponibilità del loro tempo che non viene assorbito ma arricchito dall’esperienza dell’ascolto.

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  • PENSARE la RADIO per SERVIRE il PUBBLICO

    Ci sono 2 semplici concetti di base che esprimo ripetutamente in vari contesti, agli studenti nel Master in Comunicazione Musicale, ai partecipanti nei convegni come “The Exhibitionist” della Fondazione della Fiera di Milano, ai miei clienti tra le stazioni Radio e le concessionarie di pubblicità. Si tratta di elementi assolutamente basici ma preziosi, di cui avverto il potere di visione e di indirizzo in chi li riceve. Concetto numero 1: la Radio è un essere vivente. Concetto numero 2: la funzione della Radio è far stare meglio chi ascolta (“Make people feel better”). Perché questi 2 concetti nel presente periodo storico hanno un riscontro così importante presso studenti, operatori e addetti alla comunicazione? La mia riflessione è semplice: i 2 concetti risolvono domande che sono spinte dallo sviluppo della tecnologia e disegnano il futuro della Radio anche digitale.

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  • QUICK STORY: il GIORNALE ORARIO

    Il Giornale Orario è il primo GR Radiofonico nazionale. Sempre sul 24/7, servizio incessante e grande copertura. Ottime voci, eccellente narrazione, servizi e insert audio a getto continuo, garanzia tecnica al top e sempre. E’ la produzione primaria della redazione di RTL 102.5 che è diretta da Gigi Tornari, doppia struttura Milano-Roma, 16 giornalisti professionisti e 40 corrispondenti dall’Italia e dall’estero. Una macchina da guerra a fini di pace e di informazione indipendente, un punto di riferimento non solo per la Radio ma per tutti i media: “Le notizie prima passano da noi”. Come nacque, qual è la storia della origine del Giornale Orario di RTL 102.5? E può insegnarci qualcosa ancora oggi? Fissiamo la data: 26 agosto 1991, primo giorno di trasmissioni. E’ una data compressa tra l’approvazione e l’entrata in vigore della legge Mammì, il 23 agosto 1992.

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  • La RADIO, il DIGITALE e il BUSINESS CONCEPT

    Lo scenario competitivo dei media si sta sempre più arricchendo nel senso della varietà per il consumatore mentre si sta complicando per gli operatori stessi, anche nel settore Radiofonico; tuttavia sono spesso proprio questi ultimi che talora offuscano il presente e il loro futuro, assolutamente da soli. Simone Spetia, giornalista di Radio 24, afferma in un solo post su Linkedin le sue 4 verità. Primo: “Tutto si sta spostando dal broadcast all’on demand”. Secondo: “La generazione Z non usa più la Radio per scoprire nuova musica”. Terzo: “Mentre la pubblicità è sempre più misurabile, nulla di tutto ciò avviene per la Radio”. E infine l’Apocalisse, quarto: “La linea Maginot, l’ascolto in macchina, è destinata a cadere perché le auto sono più connesse”. Capita di avere un brutto mal di pancia, o di seguire un corso di Digital Transformation di troppo.

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  • APRIRE LA GIORNATA DAVVERO PRESTO…

    L’apertura del mattino è un incubo per molti Conduttori e Producer della Radio, sicuramente per tutti coloro i quali hanno un risveglio lento oppure che non riescono ad addormentarsi relativamente presto di sera. Non parliamo poi degli Artisti del Cabaret o dello Spettacolo impegnati in Radio e che magari lavorano di tanto in tanto oppure più spesso anche di notte. E io sono lì, ieri come oggi o domani, inamovibile richiamo al dovere che fomenta il “senso di responsabilità” nel servire il pubblico già a partire dalle ore 5:00, solo eccezionalmente a partire dalle 6:00. Ebbene sì, credo di rappresentare la miglior concretizzazione del puro terrore per il primissimo mattino! E’ dal 1988 che predico in tutte le salse e proprio in tutte le stazioni, sia che abbia compiti di direzione oppure di consulenza, che servire il pubblico in diretta sin dalle ore 5 si deve! Puro sadismo?

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