ANALISI COMPETITOR: R101 vs RDS

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Analisi Competitor

Da ormai numerosi mesi RDS ha modificato la sua offerta in termini di quote della musica: da una realizzazione tipicamente CHR (Contemporary Hit Radio) con brani Correnti oltre il 70% del totale e con il restante sotto il 30% e assegnato a Ricorrenti e a Oldies, si è orientato il timone verso il mondo AC (Adult Contemporary) scendendo al solo 50% di musica contemporanea e incrementando sensibilmente in termini percentuali la componente di musica del passato, dagli anni 80 a 6 mesi fa. Il cambiamento è stato immediatamente percepibile; ora su RDS non suonano mai due brani Correnti di fila. Si tratta di un metronomo tra musica di ieri e di oggi che ricorda nella struttura di formato un’altra realizzazione di RDS peraltro di successo anche se solo su scala Locale, precisamente a Roma: RAM POWER, “Uno lo vivi, uno lo ricordi”.

Eduardo Montefusco, i suoi figli, i manager e lo staff di RDS devono aver ponderato bene lo scenario e anche il cambiamento significativo che è stato apportato; immagino che abbiano ravvisato ragioni di target di età nel mercato nazionale, analizzato altri indicatori dalle ricerche di posizionamento e affrontato valutazioni di minor sovrapposizione rispetto alle attuali elevate duplicazioni con le “sorelle” DISCO RADIO nel Nord-Ovest e DIMENSIONE SUONO ROMA nella regione della Capitale. Comunque sia le modifiche apportate così profondamente nell’asset principale di RDS, che è la musica, ne hanno spostato il posizionamento in un’area di competizione dell’offerta tra le emittenti con Formato prevalentemente musicale che è differente da quella precedente e che è occupata esattamente anche da R 101 e RADIO MONTECARLO. Anche le 2 emittenti gestite a titolo proprietario e/o di concessione pubblicitaria da Radio Mediaset si connotano a loro volta per quel posizionamento di flusso certamente “ibrido” caratterizzato sì da una forte prevalenza di musica internazionale ma da un sostanziale pareggio tra musica di ieri e di oggi.

Passo ora a un confronto tecnico della novità di scenario attraverso i risultati di un monitoraggio di R 101 e di RDS a confronto “fianco a fianco”. E’ stata scelta per il monitoraggio la medesima giornata, giovedì 22 giugno 2017, e i medesimi orari, tra le 7 e le 8 e tra le 11 e le 12. La scelta dei 2 orari è semplice e prende atto della differente configurazione anche di clock che le emittenti offrono nella fasce rispettivamente di primo e di secondo mattino. Il monitoraggio di 2 sole ore e di una sola giornata non pretende di condurre ad analisi certe e definitive ma in emittenti di flusso la probabilità di consistenza e di ripetizione dello schema di base a partire da queste finestre risulta poi alquanto elevata.

La rappresentazione dell’ascolto è, come sempre, codificata in forma visiva e in quella del clock, di quella particolare forma di orologio a colori. A partire dal momento 00:00 fino al minuto 59:59 gli eventi di emissione sono cronometrati al secondo e allocati in sequenza lungo i 60 minuti della circonferenza proporzionalmente alla loro durata specifica.

A seguire ogni visualizzazione del monitoraggio, qualche commento da condividere.

Cominciamo con la fascia del primo mattino (ore 7-8) di R 101.

Da un punto di vista pubblicitario, spicchi di colore verde, si nota che l’affollamento è modesto (circa 8 minuti) e ciò sorprende, specie considerando il pregio della fascia e la proprietà della stazione. Purtroppo non se ne trae vantaggio nemmeno comunicando un ovvio statement quale “Più musica” oppure altri a scelta; lo slogan di stazione “Enjoy the Music”, se significa qualcosa, non ne comunica la quantità relativa rispetto alla concorrenza, fattore invece rilevante sia pure solo in questo momento.

C’è tuttavia altro e di editoriale questa volta e che si nota immediatamente; il malloppo informativo (così è…) di inizio d’ora con in sequenza TGCom (un Notiziario qualsiasi, non un Giornale Radio con servizi esterni o collegamenti), Meteo e Traffico, tutto concentrato lì, caricato e separato da billboard, vanifica la percezione di minor caricamento pubblicitario perché il “terzo blocco” dell’ora è assai evidente, pure pesante. Questa modalità di concentrare tutte le finestre sul mondo a disposizione soltanto in un punto dell’ora, e in particolare in quello del suo cambio, è un po’ una costruzione tipica di chi viene dai programmi e non “sente” il flusso, e dunque la necessità di bilanciare i momenti “contatto con la realtà” nell’ambito dell’intera ora; la idea che percepisco spesso in quei soggetti è… “assolvo ai compiti informativi all’inizio dell’ora così poi sono completamente libero”. Mah, antichità. E poi dicono che il flusso non funzioni. Forse “il loro”. Per forza…

Non credo vi siano altre emittenti che programmino ben 11 brani l’ora al mattino ma lo statement “il Morning Show più divertente d’Italia” è il centro della comunicazione on-air, il che è, chiariamolo, tecnicamente falso. Tre grandi conduttori quali Paolo Dini, Lester e Cristiano Militello (li adoro tutti e tre) hanno come minimo l’orologio al collo con una scossa elettrica che viene emessa a loro danno al superamento dei 120 secondi di intervento. Ciò è evidentissimo anche dalla preoccupazione e dall’emotività sul tema. “Ne abbiamo il tempo?”. “Facciamo in tempo a dirlo?”. La loro ansia da contenimento arriva maestosa. E filtra la loro classe. Sembra evidente che non siano d’accordo con questo limite. E le voci non sono allineate nemmeno nel volume…

L’effetto Musica dominante in eccesso impedisce di parlare di Morning-Show anche alla riprova dei frequenti “back to back”, i 2 brani di fila. Ce ne è uno ad ogni spicchio, dunque ben 3 all’ora. E ci si domanda nel frattempo dove siano spariti i 3 conduttori…

C’è poi da notare in termini di personalità che la conduzione de “La banda di 101” non ha un leader, non ha un punto di riferimento presso il pubblico che nella Radio di oggi è essenziale. Sono in 3 e pure “parificati” perché si tratta di una coppia storica e di un eccellente singolo collegati dal bostik e dai tempi stretti. E’ paradossale ma i tempi compressi dilatano la parità e la sovrapposizione delle voci, allontanando senza speranza che il pubblico possa avere un punto di riferimento vincente.

E ora, stessa data e stessa ora, passiamo alla fascia del primo mattino (ore 7-8) di RDS.

Si può notare che qui la pubblicità tabellare sia maggiormente presente in confronto a R 101 e che vi siano anche altri moduli come billboard e citazioni in modo più intenso e meglio collegati al flusso. Dato che il Giornale Radio di RDS è seguito da “100 secondi”, in questo caso prima del GR c’è un cluster assai contenuto nella durata. Eccellente. Inoltre il posizionamento del GR, sin dal 2001 (direzione Astorri…) è prima dell’inizio dell’ora e permette una contro-programmazione interessante rispetto al Giornale Orario di RTL 102.5, ai Giornali Radio di Radio RAI e di tutte le altre 200 Radio in Italia che tutte indistintamente collocano la loro offerta informativa al minuto zero.

Gli interventi in blu sono quelli di conduzione e quindi la funzione Morning-Show in RDS è fortemente presente, certamente accesa a livello quantitativo, sia come frequenza che come durata, addirittura a superare ampiamente quella della musica che, peraltro, è presente con soli 7 brani talora un po’ anticipati nella chiusura.

Dopo una pesante debacle nei quarti d’ora nel 2016, quello di RDS appare oggi come un altro Morning Show costruito in orizzontale. Si avverte la mancanza di un leader super-partes. Rossella Brescia non ha la personalità per governare la ciurma assai numerosa e dotata anche di prime e seconde apparizioni e, pure con i recenti innesti, ci si è preoccupati solo di alzare i giri dell’umorismo che tuttavia non è ben governato finendo spesso, troppo spesso, fuori giri. Conscio che il noto detto statunitense nella Radio sia “Less is More” avrei preferito più verticalità, meno caos per il caos e più scenografia a supporto di storie forti. E l’unico che poteva governare un po’ verticalmente tutto ciò, il sempre eccellente Max Pagani, è stato spostato nella fascia precedente del mattino, quella tra le 5 e le 7. Sigh!

E ora, stessa data e stessa ora, passiamo alla fascia del secondo mattino (ore 11-12) di R 101.

Il Clock delle ore 11 non è poi così differente da quello delle ore 7; la strategia appare quella della continuità e della regolarità. Ovviamente la conduzione è lievemente ridotta in termini di tempo rispetto al primo mattino e ciò permette la concretizzazione di ben 5 “back to back”, non poco.

La promessa della stazione, già attestata su un posizionamento “ibrido” in sovrapposizione piena sia ora con RDS ma anche da molto tempo con RADIO MONTECARLO, appare nella migliore delle letture “generalista”. “La Radio dei Grandi Artisti” infatti non è solo in contrapposizione con un medium che è “song driven” e non “artist driven” (auguri vivissimi…) ma suona pure di auto-referenziato dal momento che Bastille (“Pompei”), Agnes (“Release Me”) e CeCe Peniston (“Finally”), con tutta la stima e l’apprezzamento per loro, nulla hanno a che fare con il pensiero comune di “grandi artisti” e nemmeno indirettamente quegli stessi brani privi di notorietà in termini accettabili. Così… giusto per segnalare i primi 3 brani che suggeriscono conflitto editoriale con la missione in sole 2 ore e tra quasi la metà del totale rilevato problematico.

Quello che poi sbaraglia i dubbi sull’esistenza del problema identitario è l’esecuzione stessa del concetto affidata a ben 2 promo all’ora e a 3 liner collocati nei “back to back”. I promo tendono a connettere la Radio ai concerti che sponsorizza e/o che sono rilevanti. E qui c’è il doppio salto carpiato. Già promuovere una Radio dei “Grandi Artisti” non è “rilevante” ed è “generalista”… quando poi si tratti di doverne scegliere e promuovere gli eventi… le complicazioni e i conflitti anche di coerenza salgono esponenzialmente. I liner sono i “saluti”, gli ID degli artisti. Ci sono spesso quelli personalizzati che chiudono con l’Artista che comunica “R 101” ma su qualche altro, come quello di Harry Styles, ci si ferma a “Hallo…” e R 101 lo pronuncia la voce ufficiale. No buono. Gli ascoltatori non sono degli allocchi. E poi quei saluti collegati così scolasticamente al brano dell’Artista saturano qualsiasi pazienza e non sono certamente gestiti intelligentemente nel flusso, anche perché forzano la scelta dei brani in punti precisi.

Quello che sorprende, nella fattispecie di un’idea generalista già discutibile, è che l’import sugli Artisti sia affidato ai soli salutini. Non c’è “profumo” continuativo di Grandi Artisti, non ci sono loro contenuti con la dovuta frequenza, non c’è alcun sentiment da concerto, nulla. Piatta. La peggior promozione della Radio di flusso.

Fortunatamente c’è Isabella Eleodori. Classe vera, forse più da RADIO MONTECARLO, comunque donna pensante e esprimente in grado di comunicare e anche di proiettare qualche bella forma di immaginazione, a differenza di davvero troppi dei suoi colleghi di stazione. Isabella riesce a coordinare e offrire un po’ di credibilità. Grazie!

Il metronomo R 101 funzionerà per gli ascolti?

E ora, stessa data e stessa ora, passiamo alla fascia del secondo mattino (ore 11-12) di RDS.

Non sono mai stato un fan di prima linea del “carrarmato” Pettinelli, a cui chiunque e anch’io riconosciamo tuttavia la dote della bravura, ma qui il problema non è lei ma il giornalista in co-conduzione. L’ora delle 11, quella monitorata, è caratterizzata da “Dillo a RDS”. All’inizio dell’ora e prima dei 4 grandi successi in sequenza mixata, i 2 conduttori, o meglio la conduttrice e il giornalista, invitano il pubblico a trasferire al telefono “cose” inconfessabili; l’effetto ricerca molto speciale è garantito dalla proposta che in caso che l’ascoltatore desideri mantenere la sua privacy in modo assoluto se ne possa camuffare la voce in onda. Come dire: identità celata.

Il caso che ho ascoltato era poco credibile e non esprimeva alcun pathos, sembrava asettico; eppure l’ascoltatore 50enne raccontava, come stesse leggendo le quotazioni di Borsa, di una storia sessuale con una donna di 40 anni, poi migrata con sua massima soddisfazione alla sorella gemella. Scoperto l’inghippo le due non l’hanno più voluto vedere donde la disperazione dell’ascoltatore che vorrebbe però “rivedere” entrambe. Sarebbe più semplice indicare il lettino di uno psicologo, ma di uno molto bravo, e invece l’efficiente giornalista si produce per tutta l’ora e negli spazi previsti alla raccolta dei pareri del pubblico con un incredibile prevalenza di messaggi di compassione e di “vedrai che ce la farai”. Una rappresentazione umana semplicemente becera, e meno male che il co-conduttore è passato dall’Ordine dei Giornalisti, e per cui quella del populismo sarebbe già eccellente.

Come direbbe la noiosa e tediosa “segnaletica” on-air di RDS… “Voglia di… Cambiare Stazione o Spegnere la Radio”.

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