Author Archives: Claudio Astorri

About Claudio Astorri

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Consulente per Stazioni Radio e Concessionarie, Professore Master Com Musicale UniCatt Milano

RADIO, RITORNO N° 1 per INVESTIMENTO

Dall’inizio dell’anno, gennaio-aprile 2018, il mezzo Radio secondo Nielsen è in crescita del 10,1% rispetto al medesimo periodo del 2017. Fantastico. Nei mercati locali, entro i quali opera la gran parte dei miei clienti in Italia, si può notare un andamento da positivo a molto positivo. Per offrire un’idea del vento favorevole che soffia sulla Radio, per la prima volta il suo mercato pubblicitario ha superato quello dei Periodici, ora punta a quello dei Quotidiani e nel frattempo cresce più ripidamente di Internet. Punto. Stranamente le Cassandre sulla scomparsa prematura del mezzo Radio appaiono silenziate. Come mai? In realtà e guardando avanti, questo è il momento di investire nell’Area Tecnica, in quella Editoriale, ma occorre predisporre l’area Marketing & Vendite delle nostre stazioni al meglio di sempre. E’ questo il miglior investimento, proprio oggi.
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BREAKING NEWS… dal FORMATO TALK!

Il primo gruppo Radio negli U.S.A. lancia un nuovo format Talk a San Francisco con una emittente che copre perfettamente anche l’area di San Josè e la Silicon Valley. La Silicon Valley, il cuore tecnologico dell’innovazione informatica per tutto il mondo! Che succede di nuovo nella Radio in quell’area così avanzata del pianeta? Proprio là il colosso che detiene 885 stazioni AM/FM negli U.S.A., iHeart Media, lancia in data 12 giugno un nuovo format nel più classico dei cambi; KKSF-AM, frequenza 910 AM (Onde Medie), passa da Spanish Sports a Progressive Talk e compie il tutto allo scoccare della mezzanotte, con ovviamente molta promozione al seguito. Cambia la data, cambia il format, semplice… no? Il cambiamento e come attuarlo, questa è solo la prima lezione. La scelta del format-name è REAL TALK mentre THINK FORWARD è lo slogan.

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CHI ASCOLTA di PIU’ e di MENO il MEZZO RADIO?

Non so a voi, ma l’avvicinamento all’estate a me porta l’esigenza di riflessioni più aperte, quasi di sistema. Mumble, mumble. Qualora il titolo non fosse chiaro proviamo a riformularlo in qualche modo; dati gli ascoltatori del giorno medio rilevati da TER 2017 quali sono i parametri sociografici in cui la fruizione quotidiana della Radio è meglio rappresentata? C’è un sesso, o ci sono età, scolarità e professioni in cui è maggiore la percentuale di ascoltatori della Radio? Bene, forse adesso è più chiaro. Cerchiamo in altre parole il profilo degli ascoltatori del mezzo e la loro propensione comparata nel seguirlo. Lo scopo è anche quello di capire chi non ascolta la Radio. Secondo i guru del digitale, quelli di “Una App per ogni attività”, la Radio non sarebbe ascoltata dai giovani in modo assoluto e sarebbe scarsamente seguita anche dagli altri target. E’ vero?

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CONTEMPORARY HIT RADIO nel 2018

E’ uno dei format Radiofonici a carattere musicale più diffusi e apprezzati al mondo e risponde a una esigenza emozionale del pubblico estremamente semplice: “Cosa sta accadendo nella musica di oggi?”. In Italia le stazioni che lo interpretano ovviamente con proprie modalità sono RTL 102.5 e RADIO KISS KISS a livello nazionale, DISCO RADIO e RADIO GLOBO in quello locale. E altre ancora. Quali condizioni classificano una emittente nel formato CHR? Facile, sono solo 2. Primo. Dedotto il tempo della pubblicità, quello della musica deve essere superiore a quello di conduzione e attualità (informazione, utilità, sport, ecc.), Secondo. All’interno della stessa quota della musica, quella del presente (ultimi 6 mesi) deve rappresentare la maggioranza assoluta. Il profilo medio degli ascoltatori di questo format? 18-34 anni, parità tra uomini e donne.

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MILANO 2030: ma DOVE si trova la RADIO?

No, tranquilli… non è un articolo dedicato solo a chi risieda a Milano; è sì il progetto del capoluogo lombardo ma pone le stesse questioni e le medesime riflessioni a tutti gli operatori Radiofonici, ovunque essi vivano e operino in Italia. Il tema che propongo in effetti è il futuro delle metropoli e la presenza della Radio. Cominciamo appunto da Milano e dalla sua amministrazione che ha voluto organizzare su ben 3 giorni un convegno denominato “Milano 2030”. E’ stata presentata alla cittadinanza e nella cornice della Triennale la visione della metropoli verso il 2030; ovvero come le analisi sociali e demografiche possono determinare le scelte urbanistiche. Non nascondo sia stupore che ammirazione per quanto osservato e, sia pure abbia avuto la possibilità di salutare e di complimentarmi con il sindaco Giuseppe Sala, il punto qui non è politico.

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Il SEGMENTO RADIO DANCE/RHYTHMIC

Nella Radio italiana è stato importato molto in termini di strategia editoriale e di tecnica operativa, ad esempio dagli Stati Uniti d’America. Le Radio di Flusso più affermate con i loro formati Contemporary Hit Radio hanno assorbito expertise a stelle e strisce ad esempio nella Stationality e nella consistenza dell’offerta, innovando e poi sviluppando in proprio; ciò ha riguardato RTL 102.5 ma impatta il 2018 di RDS se consideriamo che quest’ultima si serve ancora di 2 consulenti di Los Angeles assai noti e affermati su scala globale. C’è qualche formato che la Radio in Italia può o potrebbe invece esportare? La nostra originalità di offerta rispetto agli altri Paesi d’Europa riguarda 2 segmenti. Il primo è quello delle Personality Radio, emittenti con maggioranza di conduzione su musica e informazione (105 e RDJ), e il secondo riguarda le emittenti Dance/Rhythmic.

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QUICK STORY: la GENESI del SISTEMA BABBOLEO

Il 14 agosto è un giorno di calma assoluta; vacanza, mare, spiaggia e poche altre amenità. Come tutti gli anni anche nell’estate del 2005 sono in Francia, là dove il massiccio dell’Esterel con le sue munifiche rocce ocra incrocia il mare color turchese. In mia compagnia Silvia, mia moglie, la nostra piccola Laura di quasi 3 anni ma anche Elena, in gestazione nel grembo della madre. Quadretto familiare. Ai cellulari arrivano i consueti messaggi di “Buon Ferragosto” e talora squilla il telefono. Sul display “Gianni Miscioscia” e rispondo; è lui, l’ex amministratore del gruppo SPER, il cliente per cui ho lavorato nel 1998 e nel 1999 sia per l’acquisizione e lo sviluppo di Radio Italia Network che per il progetto e la start-up di Radio 24. “Ciao Gianni, auguri!”. Risponde: “Ciao Claudio, ti chiamo per conto di Walter, mio fratello, editore di Radio Babboleo. Puoi raggiungerci ora?”.

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La CONDUZIONE RADIO nell’ERA del DIGITALE

Il digitale è entrato nelle stazioni Radio da tempo e progressivamente. Nell’area della bassa frequenza si è impossessato dei processi audio sin dal cosiddetto ingest fino alla integrazione, manuale o automatica, per la finalizzazione On-Air, coinvolgendo di fatto tutti i comparti dell’impresa Radiofonica. Nell’area dell’alta frequenza si è appropriato dei trasferimenti del segnale dalle sedi alle postazioni, in via terrestre o satellitare, e ha ingegnerizzato i trasmettitori FM con innovazioni verdi; inoltre ha ispirato e prodotto una nuova banda Broadcast definita DAB. Il digitale ha impattato poi lo stesso sistema distributivo del segnale creando nuove strade, via WEB e attraverso piattaforme proprietarie. E il consumatore? Beh, lo scenario delle sue opportunità di accesso ai contenuti, pensiamo solo alla musica e all’informazione, è letteralmente esploso.

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