Author Archives: Claudio Astorri

About Claudio Astorri

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Sempre pronto all'ascolto e a ricevere commenti e contributi!

UN NUOVO PARTNER PER RADIO STUDIOPIU’

Normalmente le nuove partnership aziendali sono sostenute in comunicazione da foto in colletto bianco, da parole fredde, molto tecniche, e da dichiarazioni sempre generiche sugli intenti. Guardate invece questa foto, vale mille comunicati stampa. La tenuta è rigorosamente estiva, siamo nel pieno di agosto a Ravenna, e i due volti esprimono grande soddisfazione e in modo naturale frutto di un accordo cercato e trovato dopo molte ore di discussione e di negoziazione strenua sui singoli punti contrattuali. A sinistra c’è Carlo Serafini, Ceo di PubliMedia Italia, la prima concessionaria di pubblicità multi-mediale della Romagna, e a destra c’è Claudio Tozzo, Editore di Radio StudioPiù. Ora Carlo e Claudio lavorano insieme per obiettivi importanti di vendita pubblicitaria. A supporto: Gian Piero Zinzani, Daniele Luppino e Claudio Astorri.

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E L’UPA BUSSO’… ALLE PORTE DEL BUIO…

Il fatto è politico e mi scuseranno i lettori che qui cercano essenzialmente aggiornamenti o tecniche per i Formati e per il Marketing della Radio. Per una volta è necessario indurre la riflessione su un fatto politico perché da esso dovrebbero in effetti scaturire azioni significative per il lavoro di tutti i giorni, proprio e soprattutto nel servire il Pubblico e i Clienti. L’argomento è quello dei rilevamenti di ascolto Radiofonico. La importante e fondamentale associazione UPA (Utenti Pubblicità Associati), già socia in AudiRadio, ha bussato attraverso un comunicato stampa alla porta di TER (Tavolo Editori Radio) e non l’ha fatto in punta di piedi. Si tratta di un vero e proprio missile inviato a un nome e a un cognome, Nicola Sinisi, presidente di TER, la società tra gli Editori della Radio che ha varato la ricerca di ascolto più discussa di tutta la storia del mezzo in Italia.

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CI VEDIAMO ALL’IBC DI AMSTERDAM @AXEL!

L’IBC di Amsterdam si è attestata come la fiera numero 1 in Europa e tra le primissime al mondo per gli operatori di Radio, Televisione e dei Media Elettronici. Lo slogan della manifestazione è eloquente e origina dalla chirurgica e nota precisione di marketing degli olandesi: “The World’s Leading Media, Entertainment & Technology Show”. In effetti la tradizione storica dei Paesi Bassi è ricca di contaminazione e di esportazione; ad esempio, olandesi furono i fondatori della incredibile melting-pot umana nota come New York. All’IBC si tratta quindi di convergenza, di cross-medialità, di integrazione tra comunicazione e tecnologia. Il messaggio che viene esportato ai 55.000 presenti dell’edizione 2017 corre tra un ciclo di conferenze e una manifestazione fieristica imponente e completa ed è fatto essenzialmente di una sola parola chiave: il Futuro.

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LA HYBRID RADIO E LA MUSICA NEL DIGITALE

Ogni anno cominciando il mio corso di “Teorie e Tecniche della Radio Musicale” al Master in Comunicazione Musicale della Università Cattolica di Milano trovo indispensabile dopo le presentazioni di prammatica tra professore e studenti, al minuto 1 della lezione 1, cominciare subito a condividere il significato preciso della parola Radio. La Radio è un essere vivente ed è una forma di comunicazione tra stazione e individuo cui gli ascoltatori si rivolgono per stabilire un contatto con il/un mondo. E’ un mezzo personale, familiare e attivo. Se non è pulsante, non è Radio. Le esigenze di relazione che la Radio assolve sono in 4 aree di servizio come emerge dalle ricerche motivazionali: Musica, Conduzione, Informazione/Attualità e Interattività. Si tratta di definizioni che provengono da analisi qualitative di GfK Eurisko ma anche di altri istituti.

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QUICK STORY: R 101 ADVERTSING EXT

Dopo aver pubblicato il primo articolo Quick Story essenzialmente sul perché si chiami “R 101” mi ha scritto Giuseppe Mazza che all’epoca del lancio della stazione lavorava per Saatchi & Saatchi, l’agenzia scelta da Mondadori nel 2005 per il primo lancio della sua stazione. Ci siamo scambiati qualche ricordo dopo oltre 10 anni, lieti di esserci ritrovati, ma anche dei file che riassumono la prima campagna da lui stesso creata e coordinata. Siamo nel 2005 e nel contesto della appena avvenuta transizione dal Tribunale a Mondadori della proprietà del mezzo; si era già scelto il renaming “R 101” e occorreva come prima cosa trasferire l’idea che l’emittente fosse tornata live e con un nuovo percorso per un nuovo ciclo. Non era ancora stato scelto il claim “Le Canzoni che Ami degli 80, 90 e di oggi”. Mi sembrano idee fresche e da condividere, così…

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DOMANDE APERTE: LA RILEVAZIONE CATI

Molti sono i motivi per occuparsi e preoccuparsi della rilevazione CATI di TER attualmente in corso. Proviamo a elencarli. 1) TER è una “AUDI” anomala, senza partecipazione dell’UPA e quindi del mondo della pubblicità. Buona idea? 2) La governance tecnica con regia interna di TER e con input da 2 istituti esterni, GfK e IPSOS, si è rivelata problematica e ne sono espressione i ritardi nella pubblicazione del 1° trimestre e le spiegazioni scritte fornite via PEC alle singole emittenti. Questione dell’inizio? 3) La grave esplosione del tavolo del CdA da parte di Radio Mediaset getta discredito su TER e la sua operatività. Un caso isolato? 4) La sospensione totale della sperimentazione del meter e la focalizzazione esclusiva sul sistema CATI, antico, molto costoso e basato solo sul ricordo di ascolto e non su quello misurato elettronicamente. Cui prodest?

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