Author Archives: Claudio Astorri

About Claudio Astorri

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Consulente Radiofonico e Professore del Master in Comunicazione Musicale

RITORNO GARANTITO sull’INVESTIMENTO

Da quando nel 1990 frequento i migliori seminari internazionali di marketing per la Radio la parola probabilmente da me più ascoltata è stata ROI. Sta per Return On Investment. Ritorno sull’Investimento. La cultura nordamericana della Radio, che poi è stata esportata nel mondo prevalentemente attraverso le multinazionali del business della pubblicità, ha nel ROI la sua ossessione. In estrema sintesi. Il cliente investe TOT? Bene, deve avere un ritorno TOT + XYZ. Semplice, no? Il ROI è un orientamento al marketing, una cultura di servizio per cui il cliente viene ingaggiato a partire dalla rispondenza del profilo degli ascoltatori/consumatori dell’emittente che offre servizi di comunicazione e di engagement. ROI vuol dire essenzialmente ricercare l’efficacia delle campagne Radio, lavorare a fianco di agenzie e clienti per rendere effettiva la forza della propria stazione Radio.

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STATIONality VINCENTE: RADIO GLOBO

Radio Globo è certamente e non da oggi una delle stazioni più interessanti in Italia. E’ una Contemporary Hit-Radio di nuova generazione; morning-show fino alle 10 e flusso hype e innovativo per tutto il giorno e la notte. E’ la prima delle Radio Locali nella Capitale e precede negli ascolti anche quasi tutte le Radio Nazionali. Si tratta di una Radio che sa coniugare l’idea del format musicale “Solo Le Migliori” con un servizio e un contatto molto forte con gli ascoltatori, funzione che Roberto Marchetti, Massimo Vari e la banda del Morning Show gestiscono con standard grandioso. Tra i punti di forza della squadra c’è anche un gruppo di agenti semplicemente eccellente che trasforma ascolti in investimenti per i clienti ma che inoltre porta dal mercato idee e innovazioni come è testimoniato da CashGlobo e da tante iniziative tra cui “Live from Ibiza” e “Fai il Pieno con Radio Globo“.

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La miglior TECNOLOGIA è… il CONTENUTO…

Il titolo di questo articolo è la conclusione di uno precedente e recente intitolato “Cultura Broadcast e/o Cultura Web?“. E’ una affermazione forte, apparentemente al limite della negazione dell’importanza della tecnologia ma è in realtà e più semplicemente solo la risposta, uno stimolo di riflessione, a chi la pone come obiettivo assoluto e non come strumento al servizio delle persone. Nel convegno “Fiere e Radio: Forme di Interazione nell’Era Digitale” organizzato dalla Fondazione della Fiera di Milano e che si è tenuto giovedì 26 ottobre a Palazzo Giureconsulti a un passo dal Duomo a Milano se ne è discusso all’interno della mia presentazione. C’è un piccolo grande upgrade dal convegno e al termine di un percorso scandito da 28 slide e con molti audio e video; la frase ora aggiornata è “Miglior Tecnologia è… il Contenuto e il Valore della Esperienza Umana”.

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FIERE e RADIO: FORME di INTERAZIONE

L’appuntamento è per giovedì 26 ottobre a Milano, ore 19:00; ci troviamo in pienissimo centro, nella prestigiosa cornice di Palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti, a pochi metri da piazza Duomo in direzione Cordusio. Fermata Duomo MM1 oppure MM3. L’evento si intitola “Fiere e Radio: Forme di Interazione nell’Era Digitale”. La Fondazione della Fiera di Milano è all’opera per offrire stimoli a chi organizza Fiere e Stand. La Fiera propriamente detta è il punto di incontro, il momento annuale o regolare nel tempo durante il quale un’industria si ritrova, si guarda allo specchio, la sua domanda e la sua offerta si confrontano, e progetta un nuovo tratto di futuro, E’ sempre così? Lo scopo degli incontri “The Exhibitionist” è di promuovere idee e stimoli. All’appuntamento precedente: Gary Shapiro, presidente del CES di Las Vegas. A questo, Claudio Astorri! Divertente, no?…

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Il CASO COEZ e il TEMA dell’AIR-DATE

La classifica dei singoli più venduti in Italia non è più quella solida e strutturata del campione dei negozi di dischi e nemmeno quella di Sorrisi & Canzoni TV dei tempi migliori; è una chart del digitale che mette insieme secondo un algoritmo gestito da FIMI il download (brani a pagamento) con lo streaming (ascolto dalle piattaforme). La Top 100 Singoli Digitali è quindi un mix discutibile in termini metodologici e di comprensione della scelta degli individui che le Radio giustamente osservano ma con un fattore di monitoraggio sempre più basso di quello di soli 30, 20 e 10 anni fa. Ci pensa Coez, l’artista con il singolo “La musica non c’è” che è al numero 1 dei Singoli Digitali ad accendere l’attenzione sulla chart: “Nonostante abbia fatto tre dischi Radio friendly mi passano poco. Un veto che non capisco”. Molto Streaming + Pensiero di essere Radio Friendly = Airplay?!?

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CULTURA BROADCAST o CULTURA WEB?

La Radio è Aria, e per almeno 2 motivi. Il primo è che si diffonde attraverso l’Aria, le onde Radio verso i ricevitori FM sono ancora oggi l’indispensabile e libero sistema distributivo, e il secondo è che trasmettendo audio e non producendo immagini stimola l’immaginazione, un vento prezioso che alimenta il presente e il futuro delle persone. C’è dell’altro. La Radio è una forma di comunicazione vivente tra una stazione e un individuo, un servizio pubblico a libero accesso, gratuito e aperto, che offre agli ascoltatori il benefit del contatto con il/un mondo. E ancora. E’ una forma di comunicazione uno a molti. Radio Broadcast = (Aria Pubblica + Servizio Gratuito) x (Molte Stazioni x Molti Ascoltatori). Semplicissima equazione, documentata, assodata, approvata dal metodo sperimentale su miliardi di persone nel mondo, tutti i giorni. E’ abbastanza chiaro, non trovate?

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