Author Archives: Claudio Astorri

About Claudio Astorri

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Consulente per Stazioni Radio e Concessionarie, Professore Master Com Musicale UniCatt Milano

MORNING NEWS-TALK o MORNING SHOW?

Il fatto che la fascia del mattino dalle 6 alle 10 sia per la Radio il peak-time più importante è noto, certamente molto noto. I numeri reali, nudi e crudi, tuttavia lasciano assai più stupiti della stessa grande reputazione di fascia clou dell’audience Radiofonica. Ascolto generale, tutte le stazioni. Ogni giorno ascoltano la Radio sulle 24 ore ben 36.375.270 individui oltre i 14 anni, così come rilevato dall’indagine ufficiale TER 2017; ebbene, tra le ore 6 e le ore 10 la seguono già ben 25.714.610 persone, il 70,69% del totale giornaliero! Impatto rilevantissimo, no? La competizione tra stazioni per il pubblico Radiofonico non può dunque prescindere da un eccellente partenza della giornata tra le 6 e le 10; sono evidenti gli investimenti sempre maggiori sia di risorse umane che di tempo di lavoro per concretizzare un’offerta sempre più importante.

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* Un Format Vincente e di Grande Potenziale

Il formato News/Talk alla Radio è un mondo, un oceano di possibilità e una terra fertilissima. Lo dimostra l’esperienza internazionale, non solo nei Paesi anglosassoni ma in tutti Continenti. In Italia vi sono 2 emittenti apparentemente vicine nell’idea, RAI RADIO 1 e RADIO 24, ma distantissime nel profilo di target, over 65 e dunque decisamente troppo “adulte”, e nella consistenza avendo scelto l’antico modello dei programmi senza indirizzi strategici di palinsesto. La ragione per cui altre emittenti o altri editori non hanno sposato il progetto è nell’apparente grandioso costo oltre che nell’applicazione del contratto giornalistico; ma se l’impostazione fosse quella di una stazione TALK, basata sui conduttori-personalità, che negli USA sono chiamati Talk-Jockey, ecco che anche il profilo degli investimenti e dei costi diventa assolutamente ragionevole e compatibile.

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RAPPORTO RADIO tra ASCOLTO e SCOLARITA’

Dopo sesso, età e professione il titolo di studio è tra le variabili socio-demografiche più interessanti nel rilevare le dinamiche dell’ascolto ma anche nel qualificare le singole stazioni Radiofoniche. Quanti sono nella popolazione oltre i 14 anni, quella di interesse per le rilevazioni di ascolto, gli individui laureati e quanti coloro i quali hanno conseguito il diploma di media superiore, di media inferiore, la licenza elementare o nessuno? E, soprattutto, che propensione hanno le persone delle differenti scolarità verso la fruizione della Radio? Infine, come sono associabili le singole stazioni Radio ai differenti segmenti dei titoli di studio? Ho voluto dare una risposta a queste domande attraverso l’analisi per cercare di offrire alcuni punti fermi su un tema che è importante e che, francamente, non può essere affrontato con elementi di distorsione. Ecco i dati di TER 2017.

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La RADIO LOCALE tra UNICITA’ e TERRITORIO

In queste settimane ho potuto aprire un percorso professionale anche con la Radio Pubblica che arricchisce e in un certo modo qualifica le mie esperienze al servizio delle emittenti commerciali sia a livello nazionale che locale. Tuttavia a chiunque mi chieda anche oggi in quale dei tre comparti della Radiofonia veda il maggior sviluppo di ascolti e di fatturato in un trend a 5 anni rispondo sempre e comunque: quello locale. La funzione di tante imprese ben orientate al proprio territorio può superare perfino il rilevante potenziale della Radio pubblica che sto apprezzando dall’interno e quello delle Radio nazionali, tra le cui fila si è consumata la selezione naturale, spietata e a beneficio quasi esclusivo delle Top 5. Una competizione tra comparti con stimoli sia dal pubblico che dal locale può solo far bene alla vitalità del mezzo Radio, o forse no?

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CLASSIFICHE d’ASCOLTO in BASE a CLASSI di ETA’

In questo sito è assodata l’attenzione nelle rilevazioni d’ascolto all’analisi degli ascoltatori giornalieri e settimanali ma quella privilegiata è certamente rivolta alla dimensione dell’ascolto nel quarto d’ora. Facile sintetizzare e indicare il perché. Mentre il dato degli ascoltatori del giorno e dei 7 giorni rappresenta semplicemente il numero dei diversi individui che si sono sintonizzati su una stazione Radio in un intervallo di tempo, un cosiddetto dato di copertura giornaliero e settimanale, quello del quarto d’ora medio è uno strumento che misura gli ascoltatori per il tempo espresso in unità di 15 minuti che essi hanno effettivamente conferito all’ascolto. Parametri differenti. Peraltro le classifiche delle indagini sono indicizzate per ascoltatori mentre le pianificazioni pubblicitarie si valutano sull’ascolto. Giochiamo con i Target di età in TER 2017? AQH Share!

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E… LA FM… SAREBBE “FERRO VECCHIO”?

In questo momento è in atto una vera e propria aggressione speculativa all’interno del mondo del Broadcast Radiofonico. Pietro Gambadilegno e la banda Bassotti stanno narrando a zio Paperone che le infinite monetine del suo bunker-piscina, tutte faticosamente accumulate nel corso di un’intera vita, stanno andando fuori corso; i suoi tuffi dal trampolino e le nuotate nelle monetine dorate rischierebbero il crac assoluto, soldi che si trasformano in puro e semplice ferro vecchio. Gulp! L’affare proposto dai lestofanti prevede la conversione di tutte le sue monete in certificati di deposito, ovviamente i loro. Editori della Radio, siete zio Paperone ma forse avete qualche dubbio. La FM è il cumulo di monetine nel vostro deposito. E l’unica autorità che può metterle fuori corso è il mercato degli ascoltatori, non proprio Pietro Gambadilegno e la banda Bassotti.

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LOCALI vs NAZIONALI, REGIONE per REGIONE

La rilevazione nella singola regione è quella territorialmente più ristretta e in cui sia possibile confrontare gli ascolti delle Radio locali con quelli delle emittenti nazionali, sia pubbliche che commerciali. Come è noto e a cogliere e rispettare i dettami di legge sulla (teorica) separazione tra livello nazionale e locale, i dati di ascolto Radiofonico per le singole province sono invece disponibili per le sole Radio locali. Il livello della copertura di una regione è certamente sopra la media per le emittenti locali ma nella selezione naturale intervenuta a partire dal 1990 alcune si distinguono come “Super Station” e si fanno anche valere poi negli ascolti anche nei confronti diretti con le Radio nazionali, almeno nelle loro regioni di origine. Cominciamo il viaggio con le Top 20 di ogni regione e con le graduatorie che sono tutte per AQH Share 06-24. TER 2017.

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* L’Info-Mobilità? E’ Agenzia Radio Traffic!

Il fatto che la Radio sia il mezzo mobile è un dato di fatto che è recepito dalle rilevazioni d’ascolto e dalla percezione del mercato. Circa il 72% delle persone che ascoltano giornalmente la Radio lo fanno anche dall’automobile. E’ dunque evidente che nessun altro mezzo di comunicazione possa rivolgersi in modo così personale e vicino agli automobilisti. Un modo fondamentale di stringere la relazione con gli ascoltatori in mobilità per le Radio, in particolare locali, è proprio quella di offrire servizi frequenti di Info-Mobilità. E una ottima idea è avere servizi frequenti e completi, che non riportino solo informazioni sul traffico stradale e autostradale ma anche sui trasporti quali mezzi pubblici, treni, aerei e traghetti. E’ un tema importante, un servizio che qualifica la stazione Radio locale e che offre ai clienti pubblicitari una modalità di intervento d’impatto.

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