Author Archives: Claudio Astorri

About Claudio Astorri

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Consulente Radiofonico e Professore del Master in Comunicazione Musicale

Il TREND GENERALE dall’INDAGINE TER

Mentre gli Editori Pubblici, Nazionali e Locali della Radio hanno ricevuto da TER e via PEC i dati riservati delle loro singole emittenti con riferimento al 2° trimestre 2017 è utile dare un’occhiata al trend generale che è rintracciabile in un allegato della comunicazione ufficiale; il file PDF è “Tabella Totale Dati Mezzo”. Sono presenti le stime sugli ascoltatori nel giorno medio, nei 7 giorni, nel quarto d’ora medio sia tra le 6 e le 24 che sulle 24 ore e conseguentemente il Time Spent Listening espresso in minuti. Il 2° trimestre 2017 ha avuto per le note vicissitudini un intervallo di rilevazione anomalo da quelli precedenti con l’ulteriore differenza sul passato data dalla metodologia di rilevazione. L’omogeneità? Può essere un’idea mettere a confronto i dati TER del 2° trimestre 2017 con quelli di Radio Monitor del 1° semestre 2016? Commettiamo questo peccatuccio?

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QUICK STORY: la NASCITA di RADIO 24

E’ la prima e unica Radio commerciale di programmi completamente parlati; Radio 24 ha festeggiato 18 anni e lo ha condiviso con gli ascoltatori. Per farla nascere non bastarono i classici 9 mesi ma, numero che torna, ce ne vollero ben 18. Un parto impegnativo, molto impegnativo. Il concepimento avvenne nel 1998. Dal primo giorno della presentazione del progetto al dott. Galluzzo (Amministratore Delegato) e al dott. D’Alessandro (Direttore Generale) de Il Sole 24 Ore da parte dei vertici del gruppo Sper guidato da Gianni Miscioscia, con Claudio Astorri presente a promuovere l’idea del formato, si sviluppò un lungo ma vincente percorso professionale di ben un anno e mezzo, sicuramente tra quelli più innovativi per quanto riguarda le start-up di Stazioni Radio in Italia. Cosa accadde nei 18 mesi di lavoro prima della nascita di Radio 24?

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SAVE the DATE: GIOV 26/10, H 19, MILANO

La Fondazione della Fiera di Milano è sempre alla ricerca di spunti da settori diversi da quello delle Fiere per capire come vengono affrontate sfide simili. Questa volta tocca a un confronto aperto con l’industria della Radio. L’idea è quella di un incontro all’interno del ciclo “Exhibitionist” in cui raccontare e dimostrare la forza e i perché della Radio, tracciare punti di convergenza tra le industrie e lanciare nuove idee e proposte verso il mondo delle Fiere. Cosa hanno in comune la Radio e le Fiere? La prima svolge la funzione di “Make People Feel Better” verso il pubblico mentre la seconda quello del “Face To Face” verso gli operatori. L’incontro si intitola: “Fiere e Radio: Forme di Interazione nell’Era Digitale”. L’appuntamento con accesso gratuito previa registrazione è per giovedì 26 ottobre a Milano; ore 19, Palazzo Giureconsulti, piazza Mercanti 2.

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Il TREND di ASCOLTO RADIO per DEVICE

Se ne sentono ma soprattutto se ne leggono sul Web di tutti i colori; le fake news più rilevanti per quanto mi riguarda sono quelle che si occupano dell’ascolto della Radio e dei suoi device, dei mezzi per riceverla, senza trascurare poi chi ne consegua deduzioni catastrofiste sul futuro stesso del mezzo. La intensità fake è articolata. Ci sono gradazioni di fake variabili ma quando giungono da Gufi e Guru Digitali da Tastiera si manifestano con scenari diversi dal reale e prossimi all’inferno e rendono l’idea stessa di Radio già morta e sepolta. Kaputt! Spiacente, non è così! Al solo scopo di provare a condividere quel magnifico concetto definito realtà trovo utile riassumere qualche dato proveniente da quella splendida entità chiamata indagine di ascolto. Qui abbiamo Radio Monitor dal 2013 al 2016, 120.000 interviste l’anno per 4 anni, dati statisticamente solidi.

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UN SERVIZIO PUBBLICO A LIBERO ACCESSO

Un servizio pubblico a libero accesso?!? Mumble mumble… la mente corre al trasporto pubblico; no, quello non è a libero accesso, perché sia pur poco ma si deve pagare. Andiamo avanti… quello della RAI, della Radiotelevisione Italiana! Se non è servizio pubblico proprio quello, eh? No, non proprio, si paga con il canone ora in bolletta elettrica. E allora?!? La risposta è semplice; la Radio e la Televisione Commerciali sono servizi pubblici a libero accesso! Si tratta di servizi pubblici ricevibili ovunque e senza canone con il vantaggio competitivo per la Radio della Mobilità. Facile, no? Riflessione importante? Fondamentale! Ora un test che ciascuno di voi può svolgere. Pensate che il futuro della Radio sia solo e completamente WEB, che la Connected-Car ucciderà la FM? Si?!? Esito del test: non avete capito nulla, proprio nulla, del significato della parola Radio.

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LA RADIO INCREMENTA IL “CERCA” SUL WEB

Il RAB, Radio Advertising Bureau, è quella magnifica associazione al servizio delle Stazioni Radio la cui splendida ossessione è promuovere il mezzo Radio in tutti gli U.S.A. presso le agenzie e i clienti, presso il mercato. Tra le varie sale gioco all’interno del RAB c’è anche il dipartimento delle Ricerche che punta a realizzare studi oggettivi con partner affidabili per poi promuoverne i risultati rilevati. In questo caso ci occupiamo di una ricerca del RAB in collaborazione con Media Monitor, società specializzata nel monitoraggio; l’ultima emissione è del 21 settembre ed è uno studio molto interessante che ha preso in esame le campagne pubblicitarie in 6 merceologie differenti programmate su ben 2.100 stazioni Radio. Il risultato è che la Radio accresce il livello del Search sul WEB del 29%, un dato utilissimo e che indica capacità di induzione all’approfondimento.

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