CAMBIO DI PARADIGMA PER LA RADIO by MILLER

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E’ vivace in questi giorni anche in Italia il dibattito tra gli operatori che ha seguito la pubblicazione di un rapporto di Larry Miller intitolato: “Cambio di paradigma: perché la Radio deve adattarsi alla crescita del digitale”. Larry è un qualificato professore universitario di New York ed è direttore di un programma di studi finalizzato al Music Business. L’autore del rapporto ha il merito di aver scatenato un vulcano di discussioni che coinvolgono la Radio, la Musica, il Digitale e i Giovani sia nella chiave di oggi che in lettura futura; il suo contenuto è però ospitato su una piattaforma lobbystica di interessi discografici che chiede più e nuovi rilevanti diritti alle Radio. Le risposte e le obiezioni si sono palesate a tempo di record; in primis Pierre Bouvard, responsabile ricerche di CUMULUS e Dennis Wharton, autorevole Vice-Presidente del NAB.

Immergiamoci nel rapporto di Larry Miller di cui suggerisco solo per chi ne avesse il tempo la lettura completa qui e che si fonda su ben 8 tesi.

Tesi di Larry Miller nr. 1 – Una nuova sfida. La Radio è stata un mezzo resiliente e capace di modificarsi nel corso dell’era di Internet ma la sua flessibilità si sta riducendo. Mentre è stata capace di salvarsi e adattarsi all’introduzione della televisione, i nuovi servizi digitali stanno modificando il modo in cui le persone ascoltano la musica, sfidando la Radio una volta di più.

Risposta NAB – La Radio ha un ruolo unico come media locale che permette alle stazioni di fornire Informazione, programmazione orientata alla Comunità Locale e notizie sulle emergenze meteo, giorno dopo giorno. Le stazioni Radio sono fortemente coinvolte nel fornire ai propri consumatori il proprio servizio unico ovunque siano, on-air, on-line, su dispositivi mobili o su smart-speakers, oppure ancora nella Connected Car. La Radio Locale sarà un mezzo vincente ancora per decenni.

Risposta CUMULUS – La Radio raggiunge settimanalmente il 90% dei giovani negli U.S.A.

Tesi di Larry Miller nr. 2 – Da artefice a validatrice. Le case discografiche e le classifiche musicali più importanti stanno cercando di aggregare il digitale alle vendite alla ricerca dei trend e di novità che possano spaccare. Inoltre, il digitale è stato inserito anche in classifiche di riferimento per l’industria della Radio come la Hot 100 di Billboard attirando la propaganda di pubblicità discografica per la ricerca di passaggi, riducendo in ciò la funzione della Radio come creatrice dei successi.

Risposta NAB – Ciò non risulta assolutamente. La Radio continua a giocare un ruolo determinante nel lancio di nuovi artisti come nel sostegno ad artisti già affermati. Un numero elevatissimo di artisti stessi e di manager discografici continua a tributare pubblicamente meriti alle Radio Locali per il lancio di musica nuova, per il sostegno alle vendite degli album e del merchandising oltre che per favorire la presenza ai concerti.

Tesi di Larry Miller nr. 3 – L’alba della generazione digitale. I fans musicali della generazione Z, nati dopo il 1995, stanno abbracciando i formati digitali al costo dell’utilizzo della Radio. Essendo cresciuta come nativa digitale, questa generazione non è interessata alla Radio AM/FM e preferisce l’accresciuta personalizzazione e interattività di servizi digitali come Spotify e Pandora.

Risposta NAB – Uno studio di Nielsen nel 2015 ha dimostrato che il 59% dei Millennial sceglie la radio AM/FM e Satellitare per la scoperta di musica nuova. Inoltre l’87,9% delle persone tra i 12 e i 17 anni ascolta la Radio settimanalmente e ascoltano stazioni Radio Locali per almeno 10 ore a settimana. Inoltre, anche se scoprono la musica nuova altrove i giovani si sintonizzano sulla Radio per ascoltare i loro brani preferiti.

Risposta CUMULUS – La Radio AM/FM è stata stabile e solida dal 2011 al 2017 nei segmenti dei giovani tra i 6-11, i 12-17 e i 18-24 non si è modificato assolutamente.

Tesi di Larry Miller nr. 4 – La migrazione della esplorazione. La Radio sta perdendo la sua funzione di promotore di musica nuova.

Risposta NAB – Sin dalla sua introduzione i critici della Radio hanno sempre previsto la sua estinzione, sbagliandosi con puntualità. Anche in questo rapporto che è finanziato di fatto da SoundExchange, una lobby discografica che vorrebbe fare pagare alle Radio ulteriori diritti di performance, c’è una continuità della tradizione. Secondo Nielsen i millennial ascoltano la Radio come non mai. Inoltre ogni settimana 265 milioni di Americani si sintonizzano sulle loro Radio Locali per ascoltare i brani preferiti, scoprire nuova musica e nuovi Artisti, oltre che per approfondire la relazione di passione con quelli amati che sono stati sempre sostenuti dall’airplay delle stazioni preferite.

Risposta CUMULUS – La Radio rimane di gran lunga il primo mezzo di scoperta della musica.

Tesi di Larry Miller nr. 5 – Ricavi e carenza degli stessi. Le Radio non pagano i diritti sui supporti discografici. Al contrario i servizi digitali sono una fonte di scoperta e di ricavo.

Risposta NAB – Al momento ci sono ben 206 rappresentanti del Congresso e 23 senatori che ritengono che non vi debbano essere cambiamenti nelle relazioni e nella applicazione di ulteriori diritti tra la Radiofonia Locale e la Discografia e hanno firmato una opposizione a che ciò possa mutare.

Tesi di Larry Miller nr. 6 – L’invasione sul cruscotto. Le auto, che un tempo erano la roccaforte della Radio AM/FM, hanno introdotto sistemi competitivi nel cruscotto comportando una discesa degli ascolti Radiofonici. Man mano che nuovi modelli di tecnologia più innovativa proliferano la Radio rimane sempre più esclusa dal centro dell’intrattenimento disponibile in automobile dal momento che i conducenti richiedono scelta e accesso a servizi digitali più mirati e spesso senza pubblicità.

Risposta NAB – I broadcaster della Radio riconoscono che l’auto connessa (la cosiddetta “Connected Car”) e anche l’auto con guida automatica rappresentano per l’industria una nuova sfida per la conservazione della propria forza nel cruscotto. Non a caso abbiamo aperto il nostro NAB Radio Show 2017 con una sessione totale dedicata alla Connected Car per esplorare tutte le opportunità che derivano da questo trend. Continuiamo a considerare che il rapporto tra la Radio e l’automobile sia di lunghissima durata e i consumatori confermano la nostra percezione. Basta ricordare quanto è successo quando è stata tolta la banda AM dalle Radio delle auto elettriche per motivi di interferenza. C’è una ragione per cui i tre quarti di tutti gli adulti accendono l’autoradio del loro veicolo settimanalmente.

Tesi di Larry Miller nr. 7 – La voce non è la cura. Gli smart-speakers come Amazon Echo hanno mostrato una nuova opportunità per l’ascolto audio nelle case e stanno modificando modalità e preferenze dei consumatori. Diversamente dalle auto e dai ricevitori AM/FM i nuovi device utilizzano la Wi-Fi e non hanno alcuna antenna di ricezione. Senza una presenza digitale significativa e una specializzazione nello streaming di servizi mirati i broadcaster rischiano di rimanere esclusi da una nuova parte di competizione sul mercato.

Risposta CUMULUS: Più gli ascoltatori crescono e più ascoltano la Radio. C’è un tempo crescente di ascolto che scatta ulteriormente quando si entra nel mercato del lavoro. La Radio AM/FM è il compagno degli spostamenti e della vita lavorativa della giornata.

Tesi di Larry Miller nr. 8 – Misurazione impropria. La rilevazione degli ascolti Radiofonici può essere aggirata e può fallire nell’obiettivo di fornire informazioni precise a chi ascolta. L’attuale sistema di Nielsen che si basa sui PPM (Portable People Meter) nelle città più importanti non rileva la passione che lega un ascoltatore alla stazione, sottostima ascoltatori giovani o di etnie più marginali, ha prodotto cambiamenti di formato di massa per stazioni ora più orientate a generi musicali più soft e portano a vantaggi tecnologici che permettono alle grandi stazioni di crescere ulteriormente.

Risposta NAB – E’ dimostrato come la Radio offra di gran lunga il miglior ritorno per investimento ai clienti di tutti i media e di tutte le piattaforme mediatiche. Con i recenti, noti e frequenti casi riscontrati nei servizi digitali on-line in cui si sono manifestate dispersioni, frodi e abusi le Radio non hanno nulla a che fare. Le Radio hanno una grande opportunità; oggi i manager dei clienti pubblicitari sanno cosa sia l’airplay fraudolento, le inserzioni pubblicitarie che collegano gli utenti a siti totalmente discutibili e i consumatori che palesano attenzione zero agli spazi pubblicitari. I clienti non troveranno mai questi problemi sulla Radio.

E con questa… boom… 🙂

 

 

 

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