Category Archives: Marketing

NUMERI dell’INDUSTRIA RADIOFONICA U.S.A.

Settembre 1982. Un 19enne conduttore nel “Pomerigissimo Zeta” della stazione di Angelo Zibetti, allora situata nella mitica sede di piazza Insurrezione a Treviglio (BG), nel pieno del suo passaggio dal Liceo all’Università vive alcune esperienze mistiche dovute al regalo più prezioso che sua nonna Margarethe potesse mai fargli: l’abbonamento al settimanale statunitense “Radio & Records”, la Bibbia della Radio a stelle e strisce, “The Industry’s Newspaper”. Costava un botto. Edito nel formato di un piccolo quotidiano, la cassetta della posta della mia famiglia a Bergamo saltellava di gioia alla sua ricezione, per la verità mai puntuale dato il sistema postale e l’AirMail dei tempi. Collegato a tutte le info dell’industria Radio USA! Più di un sogno, un vero sballo dopo anni di ascolto di AFN, di lettura di libri sul Broadcast e di passione Marconiana. Quel 19enne… è ora chi scrive.

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LA RADIO VOLA… ma si DEVE PILOTARE

I risultati degli investimenti pubblicitari sulla Radio rilevati da Nielsen inerenti il mese di novembre sono semplicemente strepitosi: +9,0% nel confronto con il medesimo mese dell’anno precedente e +5,8% su base annuale. What else? La Radio è e resta un mezzo resiliente e con un ritorno per investimento straordinario, dato anche da un costo a contatto estremamente conveniente. Non vi è dubbio che in termini generali vada valutato anche l’impatto della nuova competizione data dall’ingresso di Radio Mediaset nel settore; certo, i concorrenti nazionali e diretti fanno fioccare critiche e anche qualche azione alle Autorità per presunte scorrettezze ma resta il fatto che con l’ingresso del Biscione la pressione dell’offerta Radiofonica sul mercato abbia incrementato sensibilmente il numero degli agenti, dei canali e delle modalità. E le Radio Locali?

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Lo STUDIO ECONOMICO del SETTORE RADIO

L’Osservatorio Nazionale delle Imprese Radiotelevisive Private è una istituzione che nasce per iniziativa dell’Ufficio Studi e Ricerche di Confindustria Radiotelevisioni in congiunzione, come previsto dal contratto di lavoro nazionale, ai Sindacati: SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UIL-COM. Uno dei prodotti dell’Osservatorio è lo “Studio Economico del Settore Radiofonico Privato Italiano”; giunto alla sua 10^ edizione il rapporto del Novembre 2017 è stato presentato pochi giorni fa. Aggiornato con dati disponibili fino a settembre 2017 è molto interessante e merita una lettura attenta. Lo Studio si basa sull’elaborazione dei principali dati economici estratti dai bilanci delle emittenti commerciali costituite in società di capitali (Srl, Spa e Società coop) per le quali vige l’obbligo di deposito. Sono incluse le Radio Nazionali, quelle Locali e le Pubbliche.

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I TREND 2018 per il MEZZO RADIOFONICO

Siamo in prossimità della fine del 2017 che per la Radio nel complesso ha rappresentato un anno positivo. Nessun trionfalismo. E’ vero che relativamente ad altri media tradizionali la Radio abbia risultati eccellenti ma un atteggiamento attento è dovuto; le ferite della Grande Crisi non sono ancora rimarginate e non bastano pochi esercizi consecutivi con il segno + nel comparto per considerare la partita negativa come chiusa. E allora lavoriamo i trend; cerchiamo di chiudere l’emotività per quanto patito, di cogliere il presente e soprattutto di proiettarlo solidamente nel futuro. Il mio prof John J. Kennedy dell’Università di Notre Dame sosteneva con semplicità: “Le aziende non devono cercare di navigare controvento. Una buona parte del successo è proprio essere nel posto giusto. I fattori ambientali sono chiavi per il fallimento o per il successo”.

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STRATEGIE del FUTURO per la RADIO LOCALE

Ibridizzazione. La parola più abusata e satura. Il significato di ibridizzazione è semplice: la Radio utilizza la sua resilienza e da mezzo dell’Aria, del Broadcast in FM come servizio pubblico a libero accesso, si insinua in simulcasting anche nel Digitale e ne diventa l’ennesimo occupante, probabilmente il più dinamico tra i media. Opzione Visual, ma sempre Radio. Fermi tutti. E’ dall’avvento del WEB e con lo streaming on-line che la Radio è ibrida! Nessuna novità se non nelle estensioni. E perché tanto parlare di ibridizzazione ora? Perché la coraggiosa storia di successo della Radio-Visione di RTL 102.5 da un lato e la difficoltà di una grande parte del mondo televisivo locale dall’altro hanno aperto il mercato della capacità di banda nella TV digitale terreste e satellitare mentre i nuovi device portatili demandano APP. E ora… diffondere tutto dappertutto?

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RITORNO GARANTITO sull’INVESTIMENTO

Da quando nel 1990 frequento i migliori seminari internazionali di marketing per la Radio la parola probabilmente da me più ascoltata è stata ROI. Sta per Return On Investment. Ritorno sull’Investimento. La cultura nordamericana della Radio, che poi è stata esportata nel mondo prevalentemente attraverso le multinazionali del business della pubblicità, ha nel ROI la sua ossessione. In estrema sintesi. Il cliente investe TOT? Bene, deve avere un ritorno TOT + XYZ. Semplice, no? Il ROI è un orientamento al marketing, una cultura di servizio per cui il cliente viene ingaggiato a partire dalla rispondenza del profilo degli ascoltatori/consumatori dell’emittente che offre servizi di comunicazione e di engagement. ROI vuol dire essenzialmente ricercare l’efficacia delle campagne Radio, lavorare a fianco di agenzie e clienti per rendere effettiva la forza della propria stazione Radio.

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