CHI ASCOLTA di PIU’ e di MENO il MEZZO RADIO?

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Analisi di Ascolto

Non so a voi, ma l’avvicinamento all’estate a me porta l’esigenza di riflessioni più aperte, quasi di sistema. Mumble, mumble. Qualora il titolo non fosse chiaro proviamo a riformularlo in qualche modo; dati gli ascoltatori del giorno medio rilevati da TER 2017 quali sono i parametri sociografici in cui la fruizione quotidiana della Radio è meglio rappresentata? C’è un sesso, o ci sono età, scolarità e professioni in cui è maggiore la percentuale di ascoltatori della Radio? Bene, forse adesso è più chiaro. Cerchiamo in altre parole il profilo degli ascoltatori del mezzo e la loro propensione comparata nel seguirlo. Lo scopo è anche quello di capire chi non ascolta la Radio. Secondo i guru del digitale, quelli di “Una App per ogni attività”, la Radio non sarebbe ascoltata dai giovani in modo assoluto e sarebbe scarsamente seguita anche dagli altri target. E’ vero?

Il viaggio esplorativo prende in esame i 4 parametri socio-demografici più utilizzati e anche più discriminanti; sesso, età, scolarità e professione. Analizzeremo le evidenze e lanceremo qualche commento in aria. Ricordo che quando parliamo di ascolto del Mezzo Radio ci riferiamo alla somma, al totale dell’ascolto di tutte le emittenti, di quelle pubbliche, commerciali e comunitarie iscritte all’indagine di ascolto TER 2017 inclusivo della voce “Altre Radio”. Tutto, proprio tutto l’ascolto del mezzo Radio.

Ascoltatori nel Giorno Medio per Sesso

Partiamo dal dato generale che fissiamo nella mente anche per le prossime analisi; la Radio viene seguita giornalmente dal 66,97% della popolazione oltre i 14 anni. Ebbene il dato è composto dal 73,82% dei maschi e dal 60,62% delle femmine. Altro che per poche righe. Di questo dato dovremmo discutere per giorni. Ci sono ben 13,2 punti percentuali di differenza tra i 2 sessi. Tantissimo! Perché?

Analizzando anche gli altri parametri socio-demografici, l’ascolto delle femmine è sottoposto al medesimo decadimento progressivo per età, scolarità e professione dei maschi. Quindi dovremmo investigare la condizione sociale delle donne nella società di oggi, tema da non sottovalutare, ma anche un tema meno profondo e più vicino alla superficie quale quello dell’offerta editoriale delle emittenti Radiofoniche.

L’offerta delle Radio è palesemente più maschile, ed è soprattutto pensata e realizzata da maschi. Pochissime donne sono in condizioni decisionali ai vertici delle emittenti; come esempi di direzione femminile mi vengono in mente a livello nazionale solo il direttore di RAI RADIO 2, Paola Marchesini, e Lucia Niespolo, editore di RADIO KISS KISS. Ci sono pochi e rari altri casi nella Radiofonia locale. Il risultato?

Lo Zoo di 105 (anno 2016, prima della cura promozionale di Radio-Mediaset) aveva un ascolto maschile all’85,4%, programma dunque decisamente respingente per le femmine, chissà quante delle quali avranno anche cancellato la stazione o forse la Radio dalla loro selezione. La Zanzara su RADIO 24 ha un ascolto maschile nel corso del 2017 con quel numero che torna, l’85%. Stesso discorso. Musica? M2O, l’emittente più giovane della Radiofonia nazionale è ascoltata al 73% dai maschi e basta ascoltarla anche meno di 30 minuti per comprendere il perché le femmine non possano superare il 27%. Cambiamo format, andiamo sullo sport. CENTRO SUONO SPORT, ascolto maschile al 95,8%. Ok, basta così. Poniamoci una domanda; a fronte di tanti picchi maschili, talora anche fortemente discriminanti, ci sono altrettante punte verso l’ascolto delle donne? C’è offerta editoriale che sappia coagulare lo spirito femminile? Purtroppo, no! Nella migliore delle ipotesi su alcune emittenti adulte, di musica italiana o di genere soft, si arriva al 60-65% di ascolto femminile. E non è quello il solo modo di servire le donne alla Radio!

Mancano sensibilità e visione estese al target femminile. C’è abbondanza di volgarità gratuita, iper-ritmo musicale e sport prestazionale, giusto per citare solo alcuni fattori anche di esclusione e, al contempo, mancano emittenti che sappiano positivamente coagulare valori al femminile considerando con attenzione che le donne sono intelligenti al punto da non farsi inglobare in recinti facili.

Ascoltatori nel Giorno Medio per Età

I giovani non ascolterebbero la Radio, vero?!? E quell’82,05% nel target 14-17 e quel 76,25% nella classe di età 18-24 cosa sono rispetto alla media della popolazione che è al 66,97%? Errori statistici?!? Le panzane di chi scambia canalizzazione musicale per Radio e felicità delle persone per digitale sono smascherate anche in un quadro di trend, visto che i dati indicati sono in crescita. Piuttosto, salutando chi non ha ancora capito nel 2018 che la Radio è un formidabile e unico servizio pubblico a libero accesso che cresce e ingloba anche il digitale nell’offerta, osserverei come col passare degli anni la quota di ascolto Radio scenda pericolosamente fino a un solo 36,42% degli oltre 74 anni. Il nostro problema non sono i giovani ma gli over 65!

In termini di trend c’è da segnalare che la Radiofonia commerciale è stata la grande protagonista della crescita del mezzo degli ultimi 43 anni. Chi era in età giovane al momento della nascita delle Radio libere è rimasto fedele al mezzo e così le generazioni successive; questo ha comportato negli anni un miglioramento dell’ascolto nelle fasce di età tra i 35 e i 64 anni. Quindi in un ulteriore intervallo di anni nel tempo futuro, possiamo immaginare che se le Radio sapranno mantenere gli attuali standard e in alcuni casi re-inventarsi, il problema potrebbe progressivamente ridursi.

Oltre i 65 anni abbiano in termini di offerta un nocciolo duro legato a RADIO RAI. Anche se non più iscritta alle ricerche ufficiali sicuramente RADIO MARIA che al suo meglio serviva 1,8 milioni di ascoltatori è parte della grande preferenza ancora oggi. E poi quando ci sono emittenti vintage e folk ben orientate il loro riscontro è assai rapido.

In realtà altre ricerche mostrano come quel target over 65 sia fortemente caratterizzato dalla fruizione della televisione con un numero mostruoso di ore di fruizione, una vera dipendenza, quindi il problema vero è l’ipnosi da schermo con relative pantofole.

Ascoltatori nel Giorno Medio per Scolarità

Laurea e Media Superiore ben al di sopra del 66,97% mentre Elementare e Nessuna Scolarità sono rappresentati solo al 35,43%. La Radio è un mezzo che ha un profilo di scolarità ben superiore alla media della popolazione. Ok? Ricordiamocene quando implicitamente o addirittura esplicitamente diamo degli stupidi ai nostri ascoltatori. Che spesso sono migliori di noi…

Ascoltatori nel Giorno Medio per Occupazione

 

E qui arriva il benefit della mobilità, il fatto che vi sia uno straordinario parco ricevitori installato nelle auto e nei mezzi di trasporto. E non solo, ci sono anche smartphone e device portatili. Tutte le categorie professionali attive sono in ascolto della Radio in modo superiore alla media. Oltre a essere un mezzo con ascoltatori più qualificati abbiamo anche la popolazione attiva come grande riferimento!

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