STILI DI MANAGEMENT NELLE IMPRESE RADIO

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Formazione e Tips

Il Management è la Testa, è il Capo, è letteralmente la Gestione con la “G” maiuscola e, nel nostro caso, applicata a una “Impresa di Radiodiffusione Sonora”. E’ utile soffermarsi su chi e cosa sia il Management in una Stazione Radio. Partiamo dalla Teoria di base e dalla grande Ricerca che la originò. Il più autorevole testo sulla Organizzazione della Radio è frutto di una ricerca commissionata alla fine degli anni ’80 dal N.A.B. alla nota società globale di consulenza McKinsey; lo scopo dell’incarico era di capire perché alcune Stazioni AM/FM fossero vincenti e altre no. Fu uno “studio di settore” nel senso più puro perché finalizzato alla condivisione della conoscenza verso tutte le aziende iscritte dall’associazione che rappresenta ancora oggi la totalità delle emittenti Radio negli U.S.A. Il titolo del libro del N.A.B. è “Radio In Search Of Excellence“.

La Ricerca della McKinsey certificò che le Radio vincenti hanno come prima caratteristica quella di saper riconoscere e configurare le 4 aree di funzione salienti del proprio business e di riuscire a operarle in una grande sintonia ed efficacia realmente interconnesse, al punto di rappresentarle come semicerchi in continuità della medesima circonferenza.

  • Management (Area Gestione, a sinistra nell’immagine)
  • Engineering (Area Tecnica, in alto)
  • Programming (Area Editoriale, a destra)
  • Marketing & Sales (Area Commerciale, in basso)

Dato che l’obiettivo è ora il Management, è interessante leggere il breve testo in inglese nell’apposito semicerchio qui sopra e che ne rappresenta peraltro la missione principale. In italiano: strategie di re-investimento per l’auto-rinnovamento. Il Management è vincente dunque, secondo McKinsey, quando sa attribuire tempo e risorse in modo virtuoso agli altri “compagni della circonferenza” (Engineering, Programming e Marketing & Sales) allo scopo della crescita equilibrata e complessiva e del rinnovamento. Si tratta di un concetto semplice che trova applicazione visiva anche molto chiara negli organigrammi stessi delle aziende vincenti.

Owner e VP/General Manager rappresentano il “Management del Reinvestment” e non è affatto un caso che il Chief Engineer (capo dell’Area Tecnica), il Program Director (o Station Manager, capo dell’Area Editoriale) e il Sales Manager (capo dell’Area Commerciale) siano assolutamente al medesimo livello nell’organigramma. Molto semplice e interessante, no?

Non sono mai stato nel Management ma ne ho osservato da vicino proprio tanti sin dal mio esordio in Radio nel lontano 1981. Ho sempre rispettato il Management, anche come Station Manager sia di RTL 102.5 che poi di RDS, nel senso che non ho mai chiesto “carta bianca” o la “gestione dei budget” ma, piuttosto, il massimo possibile della condivisione e del gioco di squadra. Vengo dal basket, la mia visione dell’impresa Radio aspira a quanto McKinsey ha riscontrato di eccellente e dunque a una grande idea di team.

Credo di essere ancora alla ricerca in Italia del “Management del Reinvestment”; ho la coscienza professionale in ordine perché sono certo di aver fatto sempre tutto quello che potevo nelle posizioni che ho assunto per dare elementi e riferimenti utili al Management nella complessa navigazione della Gestione.

In realtà ho riscontrato nel nostro Paese stili di Management non propriamente collimanti con il profilo delineato da McKinsey che qui, quasi a titolo di gioco/verità, provo a riassumere.

  • EMPEROR STYLE
    Facilissimo riconoscerlo. Quando le funzioni che riportano direttamente all’Owner (che spesso coincide con il Management) sono più di 3 rispetto al dogma McKinsey, allora si ha un sistema eccessivamente verticistico. E’ tipico dei “self-made man”, i pionieri Radio degli anni ’70 e ’80 arrivati al successo nella selezione naturale degli anni dopo la Legge Mammì. La gradazione “Emperor” sale con il crescere delle connessioni dirette, parte da 4 e arriva talora anche a 15 o addirittura a 20. Lavoro a pezzettini, mosaico organizzativo, decisioni lentissime, assenza di responsabili veramente tali. Motto preferito: “Divide et impera”. Ci sono però conseguenze: limiti grandiosi nel crescere realizzando altre intraprese (altre Stazioni) perché il modello della prima creatura, quella che ha portato al vertice, è antico e spesso auto-sostenuto e protetto da costruzioni di legge e/o di mercato più che da efficienza. Le attività critiche nella espansione si manifestano con analisi saltate per presunzione o errori pacchiani non evidenziati per timori reverenziali. I talenti veri nell’organizzazione aziendale non offrono il loro contributo per decenni; vince infatti la fedeltà cieca, anche assoluta, o comprensibilmente da stipendio.
  • ARTISTIC STYLE
    E’ facile riconoscere anche questo stile. Se il precedente ha la sua palese evidenza nel possesso da parte del Management di tutti i fili anche ai livelli più bassi, qui si ha la percezione forte di una forma di sovra-riconoscimento della figura del Responsabile Editoriale che non a caso è anche qui descritto in una forma di fatto imperiale: Direttore Artistico, accentratore assoluto. Si tratta tuttavia di un sistema che parte molto positivamente dal basso (normalmente portatore di grandissime competenze) e che può condurre più che altro conseguenze negative nella forma indiretta. I Management che si avvalgono di un Direttore Artistico, talora uomo di talento e di esperienza senza pari sul bacino di copertura, nazionale o locale, inevitabilmente riducono l’attenzione o l’investimento verso le altre 2 aree, quella dell’Engineering e quella del Marketing & Sales. Magari si realizza in effetti il miglior palinsesto del proprio Mondo ma la Stazione non coglie il massimo perché non la si ascolta bene oppure perché i ricavi pubblicitari sono più bassi dell’effettivo potenziale. Il talento editoriale normalmente in questo modello è tuttavia riconosciuto (e pagato) anche al di sotto del Direttore Artistico.
  • MEGA-GROUP STYLE
    E’ un altro stile facile da riconoscere. Quando il vertice di un grande gruppo che, chissà perché, qui in Italia viene definito “Editoriale” è più attento a tenere insieme tutti i pezzi multi-mediali del suo perimetro che a guardare alle sfide dei singoli mezzi sui singoli mercati, allora il grande problema è in piena operatività. Il grande problema è guardare all’interno più che all’esterno. Le soluzioni più sbagliate sono il direttore del grande quotidiano che è chiamato a dirigere anche la Radio. Come se il nostro mezzo potesse essere gestito solo con la mano sinistra o con il tempo libero dall’occupazione principale, quella giornalistica. O, peggio ancora, come se bastasse la competenza giornalistica per dirigere una stazione Radio. Inaudito. Non è solo il potere smisurato del direttore del quotidiano, anomalo nella stessa idea di gruppo, a complicare le cose. E’ anche il capo della divisione potente, che magari si vanta di aver trasmesso in Radio solo su Radio Popolare 30 anni prima, che influisce nella decisione di formato decisiva e che viene irrimediabilmente compromessa a causa sua. Grandi mezzi ma personalismi eccessivi.
  • MICRO-GROUP STYLE
    Lo stile è simile a quello del Mega-Group ma riprodotto in piccolo su scala locale e con una grande aggravante, il provincialismo sul trattamento del denaro. Varie sono le forme in cui si manifesta. La paura che qualcuno delegato possa letteralmente rubare denaro fa sì che le proprietà abbiano strutturato la gestione sui controlli incrociati, dunque con un management di 3 persone anziché di 1 sola. Scelta del profilo: più ispettori/controllori che manager competenti, ovviamente. Il denaro deve essere protetto nel suo flusso. Management come guardia giurata dei fondi. Questo sistema a costo più che triplo serve a evitare qualche rigolo di denaro in uscita rubata? E’ tuttavia totalmente inefficiente sul fronte decisionale; quelle 3 persone prendono solo scelte medie e provvisorie, orientate alla salvaguardia del vapore. Quando un cliente pubblicitario segnala una sua perplessità si cambia il palinsesto e non è un caso che il formato venga modificato ogni 12 mesi, magari con personale che resiste anni avendo cambiato perfino i propri connotati. Altro modo per riconoscere lo stile? Quando la stazione perde ascolti allargano anziché stringere l’offerta. Tutto all’opposto.

C’è tempo perché si migliori tutti… :-)))

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