IN GIURIA DEL PREMIO L’ANELLO DEBOLE

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Eventi e Convegni

Per chi ama pensare e riflettere il periodo di Ferragosto è un buon momento; si è meno meccanici, meno scanditi, meno compressi. E la mente può elaborare vicende o emozioni sopite o trattenute nel corso dell’anno o degli ultimi mesi. Nel mio caso la rielaborazione è sulla Comunicazione Sociale e su un evento che si è già svolto, il “Capodarco L’Altro Festival”, voci e immagini per il sociale e l’ambiente. All’interno della manifestazione che ha avuto luogo a Capodarco di Fermo dal 22 al 25 giugno c’è stata anche la premiazione de “L’Anello Debole” giunto alla sua XI edizione; si tratta di un award per la Comunicazione Sociale e per l’Ambiente sia in forma video che audio. E’ il mio terzo anno di partecipazione, certamente il più interessante, nella giuria “Audio Cortometraggi” presieduta anche quest’anno da Giancarlo Santalmassi, l’ideatore del premio.

E’ da riconoscere al Direttore, per me anche indimenticato Conduttore Talk mai più superato su Radio 24, che l’intuizione di organizzare un Premio sulla Comunicazione Sociale e per l’Ambiente proprio nella Comunità di Capodarco di Fermo presieduta da don Vinicio Albanesi, un luogo eccellente nell’accoglienza e nel recupero di persone in difficoltà, è stato e risulta ancora oggi quanto mai coerente e vincente. Sensibilità sociale, capacità di ascolto ma anche di intervento sono valori fondativi che legano la Comunità e il Premio in un tutt’uno solidale e competente. Il direttore artistico Andrea Pellizzari è poi pienamente consapevole di ciò e sin dalla preparazione e fino all’evento e alle premiazioni gestisce la comunicazione e le presentazioni con l’importanza ma anche l’attenzione dovute.

Questa è la mission ufficiale del premio. Far emergere e diffondere la migliore produzione audio e video su argomenti che riguardano la popolazione più fragile e marginalizzata e che non sempre vengono trattati in modo adeguato rispetto alla loro importanza. Ciò allo scopo di arricchire la comunicazione e mettere al centro dell’attenzione collettiva la realtà in tutte le sue sfumature. Bisogna infatti essere sempre consapevoli che la forza della “catena” della comunicazione dipende dalla resistenza del suo anello debole.

Perché quest’anno in Giuria è stato più interessante che nelle precedenti 2 edizioni? Perché oltre a Massimo Cirri e altri immensi personaggi in giuria c’era anche Carlo Conti? Con tutto il rispetto e credo che ciò valga per tutti, Carlo incluso, le opere selezionate sono state quest’anno del più alto livello. E qui scatta l’interesse più significativo ma partono spontanee anche le riflessioni e le rielaborazioni.

  • La produzione/diffusione degli Audio-Cortometraggi. Su 15 opere giunte alla selezione finale: 5 sono della RSI (Radio Televisione della Svizzera Italiana), 3 sono di RADIO RAI, 1 di RADIO 24, 1 di Radio Radicale, 1 di Radio Popolare e 4 sono autoprodotte e/o di circuiti indipendenti e non Radiofonici.

Appare evidente che vince per quantità la Radiofonia Pubblica estera su quella nazionale, con qualche imbarazzo (…), e il resto è davvero poco ma comunque, ben inteso, valido e utile. In altre parole, probabilmente come è giusto che sia, la Comunicazione Sociale e per l’Ambiente è un fenomeno largamente del Pubblico. A parte Radio Radicale e Radio Popolare, manca in Italia quella cerniera di Radio News/Talk Locali e/o di Servizio alla Comunità Locale (insomma, per semplificare, delle Radio 24 Locali…) che potrebbero più facilmente della tipica Radiofonia Commerciale accogliere in onda quei formati di approfondimento tipici degli audio cortometraggi a carattere sociale tra i 5 e i 25 minuti; manca l’industria News/Talk Locale, purtroppo e con personale rammarico, e mancano conseguentemente tanti centri di Servizio Pubblico Locale che oltre alla reddittività economica produrrebbero nei contenuti anche sicuramente sensibilizzazione e azione sociali.

  • Il tema più presente negli Audio-Cortometraggi. E’ quello dell’immigrazione che è stato di gran lunga il più trattato e narrato, e in forme anche nuove e che non passano dal filtro dei GR dei tanti media Radiofonici nazionali e locali.

Sono grato a L’Anello Debole per l’occasione di ascolto e di riascolto a scopo di valutazione di opere preziose anche per la formazione oltre che per l’informazione; ho potuto comprendere definitivamente che l’immigrazione è un fenomeno extra-differenziato nelle singole storie e che non richiede slogan o meccanismi automatici ma una grande capacità di ascolto del singolo e di progettazione successiva in comune all’interessato. Ora un paio di soggetti audio interessanti tra quelli selezionati per la finale.

Il Viaggio di Gioia – a cura di Giada Valdannini.

Caccia ai migranti, la frontiera serbo-ungherese – a cura di Sara Sartori.

Credo che si possa notare come la Radio, anche grazie a queste opere, abbia il potere di esprimere emozioni e sentimenti in tutta la loro gamma con una potenza che invece le immagini della televisione schiacciano e sopiscono. In questo la Radio mantiene intatto un potere Rivoluzionario che può e deve essere maggiormente utilizzato e diffuso per la Comunicazione Sociale e per l’Ambiente.

E infine… onore al merito ai vincitori della categoria Audio Cortometraggi grazie anche al voto della Giuria Popolare de L’Anello Debole 2017. Premiati da Stefano Trasatti ecco in foto Maria Gabriella Lanza e Lorenzo Ascione, autori dell’opera “Crocefissi” trasmessa da Radio Radicale.

Per maggiori info: Sito Web di Capodarco L’Altro Festival

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