La CONDUZIONE RADIO nell’ERA del DIGITALE

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Formazione e Tips

Il digitale è entrato nelle stazioni Radio da tempo e progressivamente. Nell’area della bassa frequenza si è impossessato dei processi audio sin dal cosiddetto ingest fino alla integrazione, manuale o automatica, per la finalizzazione On-Air, coinvolgendo di fatto tutti i comparti dell’impresa Radiofonica. Nell’area dell’alta frequenza si è appropriato dei trasferimenti del segnale dalle sedi alle postazioni, in via terrestre o satellitare, e ha ingegnerizzato i trasmettitori FM con innovazioni verdi; inoltre ha ispirato e prodotto una nuova banda Broadcast definita DAB. Il digitale ha impattato poi lo stesso sistema distributivo del segnale creando nuove strade, via WEB e attraverso piattaforme proprietarie. E il consumatore? Beh, lo scenario delle sue opportunità di accesso ai contenuti, pensiamo solo alla musica e all’informazione, è letteralmente esploso.

Non sfugge a nessuno che non sia privo di senno quale sia pertanto la nuova condizione che la digitalizzazione ha impresso sia alla Radio che al consumatore; per la verità alla prima ha offerto solo opportunità, grandiose opportunità, mentre per il secondo ha prodotto concretamente una forma di rivoluzione straordinaria nel collegamento alla realtà e alla socialità con device tascabili estremamente potenti ed efficienti, lo smartphone e il tablet.

In tutto questo scenario in continua e inarrestabile accelerazione, a differenza di altri media come i quotidiani e i periodici che sprofondano al ritmo del -10% annuo (all’incirca) e che pure hanno con enormi investimenti cercato di correre verso il digitale, la Radio cresce, anche pubblicitariamente. Perché? Propongo quella che è la prima risposta, a mio avviso. Perché in tempi di massimo stress, di forze conflittuali che si contrappongono, in cui le persone stanno ricostruendo i loro equilibri personali tra i valori e i soldi, tra il valore e il tempo, la Radio comunica con umanità ricca e anche differenziata il senso di un mondo di condivisione dei fatti, di amicizia e di familiarità, spesso anche di buon umore, senza per questo interrompere l’individuo nelle sue attività giornaliere e anzi accompagnandolo nella sua ricerca di ricarica e di equilibrio. Un bene pubblico assolutamente insostituibile. Si conferma ancor più in questi anni la missione e la Unique Selling Proposition della Radio: “Make people feel better”, far stare meglio le persone.

Mentre la Musica e l’Informazione/Attualità sono risorse sicuramente consone ma non esclusive della Radio, oltre che massivamente presenti nel digitale, la Conduzione e l’Interattività, gli altri 2 contenuti strutturali del mezzo, possono fare la differenza proprio in questo momento storico di iniezione digitale a getto continuo e in prospettiva futura. Come? Cosa si richiede ai Conduttori?

1 – CONSAPEVOLEZZA – Analizzare e conoscere la realtà delle persone dall’altra parte del microfono è fondamentale, con riferimento in questo caso a chi ascolta, quanto e come. E’ da non dimenticare mai che la richiesta del pubblico verso la Conduzione è su 2 valori, la bravura e la simpatia. E’ indispensabile essere sia bravi che simpatici, è un doppio binario che richiede sia lo sviluppo della competenza che del talento.

2 – PREPARAZIONE – Una delle opportunità offerte dal digitale è il tempo di “Show Prep”. Tutto immediato e a portata di click mentre si è in onda; poi, certo, miscelare e gestire processi complessi potrebbe richiedere un aiuto ma anche mentre si è in diretta si ha il tempo di approfondire e di prepararsi. E soprattutto prima della messa in onda della propria fascia di trasmissione si può (e si deve) progettare quanto accadrà.

3 – RELAZIONE – Anni di disposizioni se non di divieti espliciti ai Conduttori di non rispondere al telefono agli ascoltatori hanno prodotto tossine fino ai giorni nostri dei Social e del massimo della interazione. Quello che ancora non è chiaro è che la relazione col pubblico deve essere continua, riconoscente ma off-air; in onda solo ciò che è funzionale alla Radio frutto di una selezione libera e non dettata da forme di reward ad hoc.

4 – STATIONALITY – La Radio è sempre più una questione di Brand, inserita nel panorama competitivo di tutti i media, anche di quelli digitali. Esimersi dal collegarsi alla propria marca di riferimento e a tutte le sue caratteristiche, sia emotivamente che razionalmente, risulta oltre che dannoso anche controproducente soprattutto per il Conduttore più egoista e chiuso ermeticamente entro i confini del suo programma.

5 – AIRCHECK – E’ la condivisione del riascolto e di tutte le proprie performance con il proprio responsabile. La competizione digitale di oggi richiede grande attenzione per i dettagli di un servizio Radio sempre più articolato e che può essere raggiunta solo attraverso un confronto continuo ricco di scambi e di proponimenti tra chi dirige e chi è al microfono. L’aircheck è la più semplice delle innovazioni, applicata molto raramente.

6 – LOCALIZZAZIONE – L’atteggiamento più provinciale che riscontro è quello di non pochi Conduttori di Radio locali che scimmiottano quelli nazionali con una forma di distanza, quasi di presa di posizione, dai fatti locali. Esercizio sterile, siete dannosi alla Radio e pure a voi stessi. Prendere fatti locali e trasformarli in storie per gli ascoltatori, dare dignità, coerenza e bellezza al vivere nella realtà locale, questa sì che invece è musica.

Chi mi conosce sa che sono assolutamente restio a suggerire corsi generali per Conduttori, oltre che a parteciparvi come docente, cosa mai fatta e volutamente. Il punto è che la Conduzione è un fatto di Personalità, di singolarità, che ho affrontato sempre da manager o da consulente come un fatto assolutamente one-by-one. E credo fermamente a questo approccio, sia pure nella unicità di un disegno di stazione, non compatibile per me con un’idea di classe. Impossibile offrire tecniche, se non quelle delle singole stazioni, che possano valere come semplice base per tutti.

Tuttavia un obiettivo, uno solo, mi sento di lanciarlo. Non siete semplici giornalisti. Quando selezionate i fatti, le curiosità o le interviste che alimentano la vostra fascia, cari Conduttori, selezionate solo ciò che riuscite a trasformare in storie per gli ascoltatori, facendo fare ai fatti un pezzo di strada in più, quello della vostra creatività o di un’idea originale.

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