• La RADIO, il DIGITALE e il BUSINESS CONCEPT

    Lo scenario competitivo dei media si sta sempre più arricchendo nel senso della varietà per il consumatore mentre si sta complicando per gli operatori stessi, anche nel settore Radiofonico; tuttavia sono spesso proprio questi ultimi che talora offuscano il presente e il loro futuro, assolutamente da soli. Simone Spetia, giornalista di Radio 24, afferma in un solo post su Linkedin le sue 4 verità. Primo: “Tutto si sta spostando dal broadcast all’on demand”. Secondo: “La generazione Z non usa più la Radio per scoprire nuova musica”. Terzo: “Mentre la pubblicità è sempre più misurabile, nulla di tutto ciò avviene per la Radio”. E infine l’Apocalisse, quarto: “La linea Maginot, l’ascolto in macchina, è destinata a cadere perché le auto sono più connesse”. Capita di avere un brutto mal di pancia, o di seguire un corso di Digital Transformation di troppo.

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  • APRIRE LA GIORNATA DAVVERO PRESTO…

    L’apertura del mattino è un incubo per molti Conduttori e Producer della Radio, sicuramente per tutti coloro i quali hanno un risveglio lento oppure che non riescono ad addormentarsi relativamente presto di sera. Non parliamo poi degli Artisti del Cabaret o dello Spettacolo impegnati in Radio e che magari lavorano di tanto in tanto oppure più spesso anche di notte. E io sono lì, ieri come oggi o domani, inamovibile richiamo al dovere che fomenta il “senso di responsabilità” nel servire il pubblico già a partire dalle ore 5:00, solo eccezionalmente a partire dalle 6:00. Ebbene sì, credo di rappresentare la miglior concretizzazione del puro terrore per il primissimo mattino! E’ dal 1988 che predico in tutte le salse e proprio in tutte le stazioni, sia che abbia compiti di direzione oppure di consulenza, che servire il pubblico in diretta sin dalle ore 5 si deve! Puro sadismo?

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  • ANALISI COMPETITOR: RTL 102.5 vs RDS, pt 1

    E’ l’analisi della competizione tra 2 colossi della Radiofonia Nazionale, entrambi nella Top 5, uno dei quali perfino primo in assoluto nell’ascolto settimanale come in quello giornaliero e anche nel quarto d’ora medio. Sono 2 Radio di flusso e hanno molte altre caratteristiche in comune. Dal logo abbreviato al format di origine (Contemporary Hit Radio), dai GR ogni ora alla diretta sulle 24 ore, dalla conduzione a più voci alla musica sempre rispettata. Anche sul piano interno sussistono analogie. Al vertice vi sono 2 editori indipendenti dalla forte personalità, questa sì assai differente tra loro, e in entrambi i casi vi sono iniezioni familistiche, osservando prevalentemente più connessioni orizzontali tra fratelli in un caso e più verticali con l’albero dei figli nell’altro. Aziende rilevantissime, entrambe con propria concessionaria di pubblicità. E’… RTL 102.5 vs RDS.

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  • MORNING NEWS-TALK o MORNING SHOW?

    Il fatto che la fascia del mattino dalle 6 alle 10 sia per la Radio il peak-time più importante è noto, certamente molto noto. I numeri reali, nudi e crudi, tuttavia lasciano assai più stupiti della stessa grande reputazione di fascia clou dell’audience Radiofonica. Ascolto generale, tutte le stazioni. Ogni giorno ascoltano la Radio sulle 24 ore ben 36.375.270 individui oltre i 14 anni, così come rilevato dall’indagine ufficiale TER 2017; ebbene, tra le ore 6 e le ore 10 la seguono già ben 25.714.610 persone, il 70,69% del totale giornaliero! Impatto rilevantissimo, no? La competizione tra stazioni per il pubblico Radiofonico non può dunque prescindere da un eccellente partenza della giornata tra le 6 e le 10; sono evidenti gli investimenti sempre maggiori sia di risorse umane che di tempo di lavoro per concretizzare un’offerta sempre più importante.

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  • * Un Format Vincente e di Grande Potenziale

    Il formato News/Talk alla Radio è un mondo, un oceano di possibilità e una terra fertilissima. Lo dimostra l’esperienza internazionale, non solo nei Paesi anglosassoni ma in tutti Continenti. In Italia vi sono 2 emittenti apparentemente vicine nell’idea, RAI RADIO 1 e RADIO 24, ma distantissime nel profilo di target, over 65 e dunque decisamente troppo “adulte”, e nella consistenza avendo scelto l’antico modello dei programmi senza indirizzi strategici di palinsesto. La ragione per cui altre emittenti o altri editori non hanno sposato il progetto è nell’apparente grandioso costo oltre che nell’applicazione del contratto giornalistico; ma se l’impostazione fosse quella di una stazione TALK, basata sui conduttori-personalità, che negli USA sono chiamati Talk-Jockey, ecco che anche il profilo degli investimenti e dei costi diventa assolutamente ragionevole e compatibile.

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  • RAPPORTO RADIO tra ASCOLTO e SCOLARITA’

    Dopo sesso, età e professione il titolo di studio è tra le variabili socio-demografiche più interessanti nel rilevare le dinamiche dell’ascolto ma anche nel qualificare le singole stazioni Radiofoniche. Quanti sono nella popolazione oltre i 14 anni, quella di interesse per le rilevazioni di ascolto, gli individui laureati e quanti coloro i quali hanno conseguito il diploma di media superiore, di media inferiore, la licenza elementare o nessuno? E, soprattutto, che propensione hanno le persone delle differenti scolarità verso la fruizione della Radio? Infine, come sono associabili le singole stazioni Radio ai differenti segmenti dei titoli di studio? Ho voluto dare una risposta a queste domande attraverso l’analisi per cercare di offrire alcuni punti fermi su un tema che è importante e che, francamente, non può essere affrontato con elementi di distorsione. Ecco i dati di TER 2017.

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  • La RADIO LOCALE tra UNICITA’ e TERRITORIO

    In queste settimane ho potuto aprire un percorso professionale anche con la Radio Pubblica che arricchisce e in un certo modo qualifica le mie esperienze al servizio delle emittenti commerciali sia a livello nazionale che locale. Tuttavia a chiunque mi chieda anche oggi in quale dei tre comparti della Radiofonia veda il maggior sviluppo di ascolti e di fatturato in un trend a 5 anni rispondo sempre e comunque: quello locale. La funzione di tante imprese ben orientate al proprio territorio può superare perfino il rilevante potenziale della Radio pubblica che sto apprezzando dall’interno e quello delle Radio nazionali, tra le cui fila si è consumata la selezione naturale, spietata e a beneficio quasi esclusivo delle Top 5. Una competizione tra comparti con stimoli sia dal pubblico che dal locale può solo far bene alla vitalità del mezzo Radio, o forse no?

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  • CLASSIFICHE d’ASCOLTO in BASE a CLASSI di ETA’

    In questo sito è assodata l’attenzione nelle rilevazioni d’ascolto all’analisi degli ascoltatori giornalieri e settimanali ma quella privilegiata è certamente rivolta alla dimensione dell’ascolto nel quarto d’ora. Facile sintetizzare e indicare il perché. Mentre il dato degli ascoltatori del giorno e dei 7 giorni rappresenta semplicemente il numero dei diversi individui che si sono sintonizzati su una stazione Radio in un intervallo di tempo, un cosiddetto dato di copertura giornaliero e settimanale, quello del quarto d’ora medio è uno strumento che misura gli ascoltatori per il tempo espresso in unità di 15 minuti che essi hanno effettivamente conferito all’ascolto. Parametri differenti. Peraltro le classifiche delle indagini sono indicizzate per ascoltatori mentre le pianificazioni pubblicitarie si valutano sull’ascolto. Giochiamo con i Target di età in TER 2017? AQH Share!

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