QUICK STORY: LA NASCITA DI RADIO 24

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Quick Story

E’ la prima e unica Radio commerciale di programmi completamente parlati; Radio 24 ha festeggiato 18 anni e lo ha condiviso con gli ascoltatori. Per farla nascere non bastarono i classici 9 mesi ma, numero che torna, ce ne vollero ben 18. Un parto impegnativo, molto impegnativo. Il concepimento avvenne nel 1998. Dal primo giorno della presentazione del progetto al dott. Galluzzo (Amministratore Delegato) e al dott. D’Alessandro (Direttore Generale) de Il Sole 24 Ore da parte dei vertici del gruppo Sper guidato da Gianni Miscioscia, con Claudio Astorri presente a promuovere l’idea del formato, si sviluppò un lungo ma vincente percorso professionale di ben un anno e mezzo, sicuramente tra quelli più innovativi per quanto riguarda le start-up di Stazioni Radio in Italia. Cosa accadde nei 18 mesi di lavoro prima della nascita di Radio 24?

Il Management, tantissimo Management. La parte de Il Sole 24 Ore era assai ben strutturata e solida con una fase di conti economici particolarmente splendente. Per poter pareggiare il partner e addirittura ottenere un punto percentuale di controllo in più su Radio 24 l’ammiraglio Gianni Miscioscia azionò tra le tante 2 leve assolutamente decisive per il suo gruppo Sper: il coinvolgimento di Renzo Francesconi, manager di altissimo profilo ed esperto di M&A (Mergers & Acquisitions), e l’inserimento nella compagine azionaria di un fondo di private-equity, la B&S Electra, che garantì non solo la finanza necessaria ma un contributo all’analisi e allo sviluppo del business certamente significativi.

Creato un tavolo di gestione e di finanza più equilibrato tra i 2 gruppi, i management lavorarono, lavorarono e lavorarono. Analisi, analisi e analisi. Numeri, numeri e numeri. Aggiornamenti, aggiornamenti e aggiornamenti. E alla fine, come sempre, si deve al management, in questo caso ai due management, non solo la capacità di sintetizzare i quadri di riferimento del nuovo business ma anche quella di avviarlo positivamente.

Tra gli strumenti di lavoro che dal mio punto di vista risultarono indispensabili e più utili al management desidero segnalarne almeno due: il Gruppo di Lavoro Editoriale e la Ricerca di Mercato con il Concept Test.

Cominciamo con il sostenere che il Gruppo di Lavoro oggi è fuori moda ma ieri come domani è stato e sarà fondamentale. Nulla che possa avvenire in digitale o sulla tastiera di guru digitali spuntati e presuntuosi. Trattasi di umanità e di scambi professionali assolutamente unici in riunioni di persona con ordini del giorno chiari e concordati. Parole chiave: confronto e crescita. Il Gruppo di Lavoro somma le competenze di personalità utili verso un obiettivo; se ha i requisiti in ordine anche nell’analisi rasenta la magia. E non opponete le video-conferenze che ben conosco; con quelle il Gruppo di Lavoro scivola nel precipizio senza accorgersene. Serve trovarsi e condividere pienamente in prima persona.

Ricordo alcuni dei compagni di quel viaggio intenso e produttivo di 20 anni fa che ha prodotto tanti utili passaggi. Elia Zamboni, che poi divenne il primo direttore di Radio 24. Ernesto Auci, allora direttore del quotidiano Il Sole 24 Ore che fece poche ma formidabili apparizioni. Barbara Fenati, la ricercatrice sui media numero 1 in Italia, Marisa Cordani, la componente marketing e commerciale e altri ancora che sarebbe lungo citare personalmente.

L’azione del Gruppo di Lavoro Editoriale non rimase solo uno straordinario esercizio di progettualità e di indirizzo ma alimentò il processo successivo, quello della Ricerca di Mercato con il Concept Test. I due management concordarono che con un business plan che superava i 110 miliardi delle Lire di allora come investimento valesse l’ulteriore intervento anche di una ricerca di mercato che potesse accertare e dimensionare il potenziale di ascolto di Radio 24, ovviamente ben prima della sua messa in onda.

Qui si entra in metodologie che nonostante il passare di 20 anni sono ancora riservate ma alcuni aspetti salienti delle Ricerca sono utili e da condividere. Grazie ancora a Barbara Fenati si scelse l’istituto Millward Brown. Ben 1.500 interviste personali in vari punti d’Italia con una metodologia molto sofisticata consistente sia di una verifica del concept che della sua proposizione in forma audio già prodotta e con 30 minuti della emissione prevista tra le 7 e le 7:30 e le 10:00 e le 10:30.

Mi viene da sorridere a ripensarci… ma dato l’imprimatur alla totale riservatezza voluto sia da Il Sole 24 Ore che da Sper dovetti procedere alla produzione dei demo audio per la Ricerca nel riserbo totale ma pur sempre con varie collaborazioni specifiche attive e in particolare con alcuni speaker anche noti; a nessuno potevo spiegare a cosa servisse il loro “pezzetto” di lavoro (l’opposto della mia naturalezza…) e ci volle poi la complicità notturna del mio vecchio amico Umberto Cappellato e del suo studio per assemblare e chiudere il progetto audio davvero alla grande. Senza alcun spiffero o gossip.

Il Concept testato? Eccolo nella formula scritta originaria. All’epoca era pura rivoluzione.

Fu possibile grazie ai risultati della Ricerca attivare al lancio della Radio anche la parte del Marketing Commerciale della 24 Ore System in modo opportuno; il dott. Messina conosceva già il potenziale di ascolto della Start-Up e gli fu facile illustrarlo ai clienti attivi della concessionaria che potevano essere interessati all’estensione Radiofonica.

Quello che invece, a oggi, mi meraviglia è che nessun gruppo Editoriale (L’Espresso, RadioMediaset, Rcs o altri) abbia pensato di sviluppare altre offerte significative in ambito nazionale o multi-regionale nel News/Talk. Fattore G? O forse… la offerta di Radio 24 è talmente solida in apparenza da dissuadere altri? Appunto, l’apparenza… 🙂

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